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Politica

Forza Italia nella bufera, il sindaco pensa all’addio. Cimmino alla finestra tra Lega e Fratelli d’Italia

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Da quando ha “battezzato” la federazione di centrodestra è un continuo susseguirsi di rumors di palazzo. Le dichiarazioni di Gaetano Cimmino (Il sindaco Cimmino supera Forza Italia e dice sì alla federazione di centrodestra: “Serve un nuovo progetto”) hanno un tantito destabilizzato il centrodestra stabiese, alla vigilia di un rimpasto rimandato (ancora una volta) soltanto dall’emergenza Covid. Gli alleati di Palazzo Farnese raccontano di un sindaco alla finestra per trovare una nuova collocazione politica. In Forza Italia è ormai guerra aperta. Annarita Patriarca ha lanciato la prima offensiva, chiedendo le dimissioni di De Siano, l’uomo vetrina di Giggino Cesaro. Proprio il leader di Sant’Antimo ha ormai perso potere, a vantaggio di Fulvio Martusciello. E Gaetano Cimmino rischia di ritrovarsi senza riferimenti politici. Almeno questo è quanto trapela dal palazzo, dopo l’uscita a favore della “federazione di centrodestra”. “Serve un nuovo progetto” aveva sentenziato il sindaco, mettendo di fatto una pietra sopra all’esperienza forzista. E quindi nel centrodestra stabiese sono tutti dell’idea che Cimmino non terminerà la sua consiliatura con la casacca di Forza Italia.
C’è chi, tra i suoi fedelissimi, ha addirittura ipotizzato il passaggio con la Democrazia Cristiana, che annovera in consiglio comunale ben due esponenti. Ma gli ultimi rumors raccontano di un Cimmino a un bivio: tra la Lega e Fratelli d’Italia. Nel Carroccio troverebbe sicuramente la sponda di Severino Nappi, la strada nel partito della Meloni invece è ancora tutta da costruire.
Decidere ora, però, rischierebbe di ingarbugliare ancora di più i fili del discorso legato al rimpasto di giunta. Perché, Covid o no, l’inizio del 2021 sarà il momento della svolta politica a Palazzo Farnese.

Daniele Di Martino


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Politica

Debito Asam da 16 milioni, il Comune rischia un nuovo dissesto

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Altra tegola per Cimmino. È di qualche giorno il rigetto da parte dei commissari della proposta di inserire il debito ASAM da 16 milioni nell’organismo speciale di liquidazione. Detta così sembrerebbe una cosa tecnica da addetti ai lavori se non fosse che questo provvedimento di rigetto significa un grande alert per le casse comunali e per lo “spareggio” di bilancio. Si pensi che nel dicembre 2013 la allora amministrazione Cuomo dichiarò il dissesto per cifre intorno ai 15 milioni di euro ed adesso questa partita pregressa Asam si avvicinerebbe a quella somma li’. Vero è che la liquidazione ASAM con la relativa debitoria è storia del 2014 certamente non ascrivivile a Cimmino, tuttavia fa specie che l’assessore al ramo, profonda conoscitrice di tutte le partecipate avendo esercitato ruoli diversi con tutti i colori politici, non abbia dedicato tempo in questi ormai tre anni a questa vicenda. Era in itinere ed in via di completamento una transazione che coinvolgeva Comune Gori e Asam ma le tracce si sono perse nei cassetti di Palazzo Farnese.
Ormai fra un po’ si accende la candelina del terzo anno, il giro di boa del mandato sindacale abbondantemente superato, la scusa della colpa del passato non funziona più.
Buffalo Bill

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