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Politica

Giunta, la Befana porta l’azzeramento. Ma è un bluff per liberare la presidenza del consiglio

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Era circolata già un mese fa l’ipotesi di un azzeramento totale di tutte le cariche. Ora quell’ipotesi prende sempre più corpo, perché a valutarla seriamente sono stati tutti i segretari di partito del centrodestra. E pare che a convincersi sia stato anche il sindaco Gaetano Cimmino. Parliamo dell’ormai famoso rimpasto di giunta, rinviato più volte dall’emergenza Covid. Dopo le festività natalizie, però, è tempo di passare a una giunta politica e pensionare l’esperienza tecnica.
La Befana, a quanto trapela da Palazzo Farnese, poterà soltanto carbone agli ormai ex assessori tecnici. Pochi, pochissimi potranno ambire alla riconferma in caso di azzeramento totale.
Ma spunta anche l’ipotesi di un azzeramento bluff. I fatti starebbero più o meno così: si azzererebbero tutte le cariche, comprese le presidenze delle commissioni e soprattutto la presidenza del consiglio. A quel punto il sindaco ripescherebbe qualche assessore tecnico per farlo diventare politico, ma avrebbe mano libera per trattare sulla presidenza del consiglio comunale. Una sorta di escamotage per mettere in discussione la poltrona di Vincenzo Ungaro, a cui puntano almeno tre elementi di spicco della maggioranza: Emanuele D’Apice, Sabrina Di Gennaro e Antonio Cimmino.
Su questa ipotesi si è espresso anche Andrea Di Martino, capogruppo di Italia Viva, nell’ultimo consiglio comunale. Il tenore della stoccata di Di Martino al sindaco Cimmino è stata più o meno di questa portata: «Se volete far dimettere Vincenzo Ungaro dovete tenere conto anche dell’opposizione, perché è un presidente che è stato votato anche da me e da parte della minoranza».
Una figura superpartes, insomma, espressione anche di una gruppo dell’opposizione. Infatti, Ungaro collezionò ben tre voti in più rispetto ai numeri della maggioranza di centrodestra. Un aspetto non di poco conto, che complica i piani di un azzeramento bluff.

Daniele Di Martino


Politica

Terme, spunta un altro gruppo pronto a rilevare lo stabilimento. Di Martino (IV): subito un consiglio comunale

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Spuntano gli imprenditori anche per Terme di Stabia. La notizia è arrivata nel corso dell’audizione del commissario liquidatore di Sint, Vincenzo Sica. Il progetto prevede una rsa per anziani e un centro di cardiologia collegato al San Raffaele di Milano.

Andrea Di Martino di Italia Viva conferma: “Ieri il commissario liquidatore della Sint Sica, in audizione in commissione speciale Terme, ha annunciato l’esistenza di un gruppo privato, intenzionato ad investire sulle Nuove Terme. Il progetto è quello di una RSA per anziani ed un centro cardiovascolare all’avanguardia, collegato con il San Raffaele di Milano. Intenzione degli imprenditori sembra sia quella di reimpiegare i lavoratori della società fallita Terme di Stabia.
Se le notizie sono fondate sembrerebbe un buon segnale. Pare però che da 20 giorni l’offerta è sul tavolo del Sindaco e attende riscontro. Ora non so quanto sia solida l’offerta, ma penso che sia urgente convocare il Consiglio e avviare un percorso di valutazione dello stato di liquidazione e dei possibili sviluppi. Non vorrei che il tentativo goffo di ingraziarsi i lavoratori, facendo loro prospettare una fantomatica assunzione al Comune, sia l’ennesima occasione persa per la città, sacrificata sull’altare dei microinteressi di alcuni. Consiglio comunale subito e discussione alla luce del sole sul futuro dei beni del Solaro. Non c’è più tempo da perdere”.

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