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Politica

Il sindaco agita il “paracadute” Lega per spaventare gli “scontenti”. Ma il Carroccio non entrerà in giunta | RIMPASTO

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Nel secondo giorno di consultazioni, sembra delinearsi la linea da tracciare per la nuova giunta. Ieri il sindaco Gaetano Cimmino ha ricevuto la “sua” lista, Forza Italia e Solo per Castellammare. Pare che tutti gli abbiano firmato una cambiale in bianco. Anzi, la parola d’ordine è stata “sindaco hai carta bianca sulla giunta”.

Decisamente diverso il tenore degli incontri di questa mattina con Democrazia Cristiana e Fratelli d’Italia. La Dc rappresentata da Michele Sanzone non ha di certo fatto sua l’espressione “carta bianca”. Ed ha dovuto registrare anche l’apertura del resto della coalizione all’ingresso della Lega in maggioranza. Un messaggio non di poco conto, che di fatto genera un avviso di sfratto a chi ha intenzione di puntare i piedi sulla scelte degli assessori. La Dc propone proprio Michele Sanzone come nome della giunta, ma ora come in passato il sindaco è intenzionato a ribadire il “no” all’ingresso dei segretari di partito. Sarà quindi il primo terreno di scontro e con la Lega a fare da paracadute nel caso in cui qualche forza politica “scontenta” dovesse sfilarsi dalla maggioranza.

Fratelli d’Italia ha invece lasciato campo libero al sindaco Cimmino, mostrando interesse per la delega alla sicurezza, un tema molto caro al partito di Giorgia Meloni. In alternativa potrebbe andare bene anche la cultura che a inizio consiliatura è stata affidata al compianto Lello Radice.

E’ chiaro che a tenere banco è stata proprio l’apertura del centrodestra al ritorno della Lega, che il sindaco vuole far rientrare in maggioranza per volere di Severino Nappi e poi perché tra poco più di due anni sarà di nuovo tempo di elezioni. E Cimmino vuole ricandidarsi riproponendo la coalizione che l’ha visto vincitore nel 2018. Al momento per il Carroccio, rappresentato da Tina Donnarumma in consiglio comunale, potrebbe esserci solo qualche incarico di sottogoverno. Quindi niente giunta per il partito di Salvini. Ma da questo momento la Lega entrerà di nuovo in maggioranza e siederà ai tavoli interpartitici.

Daniele Di Martino


Politica

La Camera vota la fiducia al Premier Conte. Domani tocca al Senato

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L’Aula della Camera di Montecitorio con 321 voti a favore, 259 contrari e 27 astenuti ha votato la fiducia al Governo, sulla risoluzione presentata dalla maggioranza, dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte. Il voto si è svolto con chiama per appello nominale con voto palese e si è concluso pochi minuti fa.
Il Premier nel pomeriggio, rivolgendosi al Parlamento, aveva chiesto fiducia per l’azione di Governo. “Il mio – ha detto – è un appello molto chiaro e nitido: c’è un progetto politico ben preciso e articolato che mira a rendere il Paese più moderno e a completare tante riforme e interventi già messi in cantiere. Dalle scelte che ciascuno in questa ora grave deciderà di compiere dipende il futuro del paese. Siamo chiamati a costruirlo insieme, è un appello trasparente, alla luce del sole, chiaro che propongo nella sede più istituzionale e rappresentativa del Parlamento”.

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