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Cronaca

Maltempo, allerta meteo nelle province di Napoli e Salerno

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Prorogato l’avviso di criticità meteorologica per la giornata di domani

La Protezione civile della Regione Campania ha emanato un avviso di allerta meteo che di fatto proroga su alcune zone l’allerta in essere con una riduzione del livello di rischio. L’allerta riguarda le zone 1,3,5,6,8 (Zona 1: Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Zona 3: Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Zona 5: Tusciano e Alto Sele; Zona 6: Piana Sele e Alto Cilento; Zona 8: Basso Cilento) a partire dalla mezzanotte e per tutta la giornata di sabato 12 dicembre sono ancora previste Locali precipitazioni, anche a possibile carattere di rovescio o isolato temporale con raffiche di vento. La criticita’ idrogeologica, come si legge in una nota, è gialla.


Cronaca

Meb, Vescovini dagli operai: “Pronti a fare la nostra parte, la politica individui l’area per la fabbrica”

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«Questa è un’avventura ma siamo convinti di avere successo»

di Emilio D’Averio
Castellammare di Stabia.  E’ arrivato da Trieste per incontrare i lavoratori della “Meridbulloni” scaricati lo scorso 18 dicembre dall’azienda. Un incontro a Via De Gasperi nel pomeriggio  faccia a faccia «senza intermediari» come lui stesso ha specificato sui social per conoscere le tute blu che è disposto ad assumere già nelle prossime settimane. Prima l’appuntamento istituzionale con il primo cittadino Gaetano Cimmino e i sindacati poi l’arrivo davanti ai cancelli dell’ormai ex fabbrica. Un’accoglienza calorosa quella riservata all’imprenditore “venuto dal Nord” pronto ad investire diversi milioni di euro al Sud. «In un anno costruiremo un nuovo impianto in Campania». Questa l’intenzione di Alessandro Vescovini che è arrivato accompagnato dalla moglie a bordo di una semplicissima auto ed in tutta la sua semplicità e genuinità si è fermato per diverso tempo nel piazzale antistante lo stabilimento stabiese per poi fare rientro in una struttura alberghiera dove ha pernottato. Ad accompagnarlo anche il primo cittadino che ha parlato di una «giornata importante» ringraziando l’imprenditore per il suo interessamento alla vertenza.

«Non siamo dei benefattori – ha precisato Vescovini –  ma pensiamo che questa sia un’opportunità. Tanta gente che sa fare il nostro lavoro, noi metteremo soldi nostri e ovviamente avremo le agevolazioni fiscali previste. Ma non veniamo per questo, veniamo qui per investire sulla professionalità di questi operai rischiando il nostro denaro e la nostra passione. Noi siamo un gruppo in crescita e questa può essere un’opportunità».  La road map prevede una lettera d’intenti entro quindici giorni che coinvolga nuova proprietà, Comune di Castellammare, Regione Campania, Mise e sindacati. Parallelamente si procederà con la costituzione di una nuova società, le posizioni contributive, le assunzioni e quindi la tutela dei livelli occupazionali.
«Ci affidiamo al territorio (e quindi alla politica ndr) che ci trovi un immobile di 10mila metri quadri. Andremo in affitto noi investiremo sui macchinari. Occorre una struttura di 10mila metri quadri». Sarebbero già state individuate dalla regione Campania tre aree che potrebbero essere compatibili con la costruzione della fabbrica. «Questa è un’avventura ma siamo convinti di avere successo. Quando c’è uno stabilimento che funziona e  che produce ricchezza è chiaro che avrà la possibilità di assumere più persone. Oggi noi partiamo, qui invece quando faremo lo stabilimento. Sono tutte persone che hanno avuto a che fare con bulloni, quindi chiaro che ci sono tutte le possibilità per lavorare. Quando riparte uno stabilimento da zero però non è una cosa facile. Noi però abbiamo già questa esperienza in Serbia e ci siamo riusciti». Vescovini ha precisato che«non ci saranno assunzioni di tutti gli 80 licenziati» anche se l’intenzione è prenderli tutti. «Noi cominciamo a lavorare e a produrre utili e in base a questi la platea delle maestranze potrà allargarsi». Non ci sono «trattative con i sindacati – ha aggiunto l’ imprenditore – perché siamo persone che si stanno mettendo insieme per vedere come noi possiamo investire 7-8 milioni di euro.  Non è una cosa semplice, però vogliamo farla bene, perché mai più qualcuno chiuda baracche e burattini com’è  successo adesso semplicemente perché non si chiude un sito produttivo». Ai lavoratori che hanno chiesto quanto tempo dovranno stare lontani da casa, dovendo fare formazione a Monfalcone, prima di poter tornare a casa l’imprenditore ha risposto: «Noi qui faremo stampaggio e rullaggio e sono certo che molti di voi hanno già la professionalità per stare ai macchinari che installeremo. Penso che in un mese e mezzo potreste essere già  pronti. Ma se non porto qua i macchinari – il che dipende dall’immobile che troveranno le istituzioni – come faccio a dirvi quando tornerete qui?».

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