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Alessandro Marotta è l’uomo giusto per risollevare la Juve Stabia

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Alessandro Marotta è l’uomo giusto per risollevare la Juve Stabia

A Castellammare di Stabia, da diverse settimane, non si respira un’aria tranquilla. Il motivo? Le vicende sportive della squadra del cuore degli stabiesi: la Juve Stabia. La formazione allenata da Padalino non sta vivendo un momento positivo, non vince da quasi due mesi e negli ultimi giorni è iniziata una sorta di rivoluzione d’inverno: dapprima a livello societario e successivamente a livello sportivo con tante cessioni, susseguite da altrettanti acquisti. L’ultima cessione, forse quella più giusta e scontata, è stata quella di Nicolò Romero. Il gigante attaccante è stato acquistato dal Bari e poi girato in prestito al Potenza. E allora per un attaccante che esce, ce ne è un altro che entra. Non stiamo parlando del giovane Borrelli, il quale ha già esordito in maglia gialloblu’, bensì di Alessandro Marotta, espertissimo attaccante di 35 anni. Marotta l’anno scorso ha vinto il campionato di serie C col Vicenza e questo anno ha giocato in B proprio con i biancorossi segnando anche due reti. Accordo già raggiunto col calciatore che firmerà un biennale. (fonte dal web)

Un acquisto importante, a prescindere dall’età avanzata. Marotta è un attaccante perfetto per la Serie C, poiché nei suoi anni di carriera ha siglato tante reti nella terza serie italiana. E bisogna essere onesti: questo era il tassello principale che mancava al mosaico di Padalino. Un uomo d’area di rigore capace di finalizzare l’enorme mole di gioco creata in questi mesi dalla Juve Stabia. Marotta potrebbe condurre a una tranquilla salvezza entro poco tempo per poi riprovare a rientrare in zona playoff, obiettivo principale della compagine stabiese. Non solo, quindi, giovani come Borrelli, Elizalde, Iannoni, Esposito e ultimo Buglio quasi acquistato dal Padova, ma anche uomini di tanta esperienza per provare a risollevare le sorti di una squadra con il morale sotto i piedi.

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A breve dovrebbe essere annuciato Marotta. Impossibile o quasi vederlo già a disposizione per domani contro la Vibonese. Ma la partita di domani resta comunque fondamentale. Padalino dovrà fare di necessità virtù e concetrare tutte le sue forze a disposizione e tornare necessariamente alla vittoria. Una volta terminato il mercato si valuterà nel complesso il lavoro del nuovo direttore Pavone. Non dimentichiamoci che mancano altri 4 mesi di stagioni e non tutto è da buttare. Vincere domenica per poi preseguire mercoledì, sempre in casa, contro il Catania e scacciare questa crisi fastidiosa.

 


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La Juve Stabia è inferiore al Bari. Ma la strada per tornare grande è davvero così lunga?

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La Juve Stabia è così lontana, attualmente dal Bari? No, non diciamo sciocchezze.

Prima di iniziare la consueta analisi del giorno dopo sulla partita della Juve Stabia, è doveroso fare una premessa e tornare indietro nel tempo di qualche settimana. Parola al presidente Andrea Langella che ai microfoni di Gianluca Di Marzio dichiarò: “Il nostro è progetto triennale, puntiamo a tornare in B entro tre anni”. Premessa terminata. Ergo, aspettarsi la promozione quest’anno o qualche altro miracolo di questo tipo è da folli. Ovviamente nel calcio tutto è estramamente possibile. Qualificarsi ai playoff e vincerli, ad esempio. Ma per la Juve Stabia non è questo l’obiettivo, almeno per questa stagione.

Detto questo, possiamo passare all’analisi sulla partita di ieri pomeriggio al Menti contro il Bari. Perché abbiamo ripreso le parole di Langella? Semplice. Per rassicurare i tifosi. Soprattutto quei tifosi che da inizio anno non fanno altro che criticare la squadra, l’allenantore e l’operato della società. Anche quando la Juve Stabia vince, che follia. Stesso copione anche ieri dopo la sconfitta, meritata, contro un Bari costruito per vincere a mani basse il campionato. Contro un Bari che, qualitativamente e nei singoli, potrebbe battere anche qualche squadra di Serie A, come il Crotone. Nulla contro il Crotone, ma ci sembra giusto far capire alla gente il valore dei pugliesi. Uno squadrone per questa categoria, senza discussioni.

Ieri pomeriggio al Romeo Menti la formazione di Padalino ha sfigurato di fronte agli avversari? Assolutamente no. E chi dice il contrario non avrà visto la partita, forse avrà seguito la diretta testuale o avrà visto solo il risultato finale. Ha meritato di perdere, questo si, ma perché? Andiamo velocemente a ripercorrere la partita. Primi 40 minuti di equilibrio totale, forse meglio la Juve Stabia. Un palo di Vallocchia e un rigore non dato alle Vespe le emozioni più forti in questo lasso di tempo. Poi una distrazione difensiva, l’inserimento di Marras (giocatore eccezionale) e gol dell’1-0. Vantaggio meritato? No. Assolutamente no. Ma la grande squadra è grande anche per questo. Brava a raccogliere il massimo dalla prima vera occasione da gol nel miglior momento possibile: a fine primo tempo. Subire un gol allo scadere della prima frazione è sempre una mazzata. Per tutte le squadre di tutte le categorie e di tutte le galassie. E infatti, pronti via, secondo tempo e subito il 2-0, sempre di Marras, dopo aver duettato con Antenucci (giocatore di serie A, chiaro?). Sul 2-0 sono diverse le occasioni per la Juve Stabia per rientrare in partita, con Borrelli ma soprattutto con Mulè che da due passi si divora la rete dell’1-2. Forse, da questo momento in poi del match, si può recriminare qualcosa a Padalino per non aver rischiato qualcosa di più. Perdere 3-0 o 2-0, effettivamente, non avrebbe cambiato la sostanza. Ma anche da questi errori tecnico e squadra non possono far altro che imparare e crescere. Prima o poi, il famoso salto di qualità, arriverà. Perché il lavoro è importante ed è apprezzato praticamente da tutti gli allenatori avversari. Qualcosa vorrà dire?

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Fatto velocemente il riassunto del match, il Bari (inteso come collettivo) ha giocato meglio della Juve Stabia? NO! Il Bari ieri ha vinto la partita per due o più giocate dei suoi super attaccanti. Marras, Antenucci, D’Ursi e Cianci sono calciatori importanti, superiori per questa categoria. La difesa del Bari si è mossa meglio della difesa della Juve Stabia? Anche qui, la risposta è negativa. Hanno commesso anche loro errori di posizionamento, alcuni errori ingenui come nel caso del rigore non fischiato, non hanno accorciato sul tiro di Vallocchia finito sul palo. Insomma, il Bari ha segnato, la Juve Stabia no. E quindi è giusto che, in questo sport la squadra, più cinica sia tornata a casa con i tre punti in tasca. Purtroppo un copione visto e rivisto quest’anno per le Vespe. Ma la differenza con i pugliesi non è stata così abissale come in tanti hanno scritto nell’immediato post partita o nel day after. Il Bari, così come Avellino o Ternana, sono squadre più attrezzate, più esperte, ma non così lontane dallo status attuale di questa Juve Stabia. La strada intrapresa è quella giusta. Poi magari ci risentiamo tra due anni, a fine progetto-Langella. In attesa di quel giorno, analizziamo in modo corretto la crescita della squadre allenata da Padalino.

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