Cronaca
Domani si torna in zona arancione, cambio la vigilia dell’Epifania poi nuove misure
Domani l’Italia ritorna in zona arancione, poi martedì sarà da bollino rosso in attesa delle nuove misure che saranno probabilmente annunciate proprio il 6 gennaio giorno in cui perderanno efficacia le misure contenute nel decreto legge Natale, firmato dal premier Giuseppe Conte lo scorso 18 dicembre.
Domani riaprono bar e ristoranti ma solo per l’asporto fino alle 22, mentre da questo orario è possibile la consegna a domicilio. Nei giorni dove la linea si ammorbidisce un po’ non sono consentiti gli spostamenti tra regioni e comuni, a eccezione per quelli piccoli, con meno di 5000 abitanti e nel raggio di 30 chilometri. Per le messe e la visita nei luoghi di culto i fedeli potranno raggiungere liberamente qualsiasi sacro sito nel comune di residenza, domicilio o abitazione. Se esso ha una popolazione non superiore a 5.000 abitanti è possibile recarsi in chiese situate in altri Comuni che non siano capoluoghi di provincia e distanti non oltre i 30 chilometri.
Invece il 5 e 6 gennaio è vietato qualsiasi spostamento se non per comprovate esigenze di lavoro, necessità e salute, fatto salvo per la deroga inserita nel provvedimento che consente lo spostamento per due persone (under 14 esclusi dal conteggio) verso una sola abitazione per una volta al giorno, all’interno della propria Regione e quindi consentita anche la mobilità tra comuni. E’ possibile inoltre raggiungere le seconde case all’interno però del solo territorio regionale. Bar e ristoranti resteranno chiusi al pubblico, con la sola possibilità dell’asporto. Aperti invece, tra gli altri, gli alimentari, i tabaccai, le farmacie, parrucchieri e barbieri, negozi di vendita al dettaglio. In questo modo sarà consentito effettuare gli ultimi acquisti sia per il cenone, che sarà rigorosamente tra conviventi e per qualche regalo di Natale dell’ultimo minuto. Nessun cambiamento invece per chi vuole andare a messa o visitare luoghi di culto nei giorni ‘rossi’: basta avere con sé l’autocertificazione e per la partecipazione a una celebrazione “dovranno ragionevolmente essere individuati” i luoghi di culto “fra quelli più vicini”.

