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Juve Stabia, nostalgia canaglia: senza attaccante non si va da nessuna parte

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Juve Stabia, nostalgia canaglia: senza attaccante non si va da nessuna parte

La Juve Stabia ieri pomeriggio si è confrontata con la miglior formazione del girone C o addirittura di tutta al Serie C italiana, la Ternana. Una sconfitta contro una formazione del genere ci può tranquillamente stare. Sono superiori in tutto e questo va riconosciuto. Ma elogiare solo le qualità dell’avversario dopo un 3-0 non è del tutto giusto. Un’analisi completa va effettuata anche su cosa non è andato in casa Juve Stabia: atteggiamento iniziale, disattenzioni difensive e scarsissima produzione offensiva. Se su atteggiamento e fase difensiva possiamo soprassedere proprio per le qualità infinitamente superiori della Ternana, sull’ultimo punto non se ne può più.

Siamo ormai arrivati alla fine del girone di andata e questa squadra segna quanto una squadra che non deve retrocedere in serie D. C’è una mancanza clamorosa nel cuore dell’attacco gialloblu’. Basta con la solita frase: “Romero combatte e si impegna”. Innanzitutto perché non è del tutto vero. Non mettiamo in dubbio l’impegno del ragazzo ma il combattere in un campo di calcio è un’altra cosa. Sono pochi i contrasti di gioco, aerei e non, vinti dal numero 9 e stiamo parlando di un attaccante alto oltre due metri; sono pochi i palloni recuperati e smistati bene per i compagni in queste 17 partite disputate; sono pochi i gol, pochissimi. Quattro reti al netto di almeno 15 occasioni clamorose sprecate è un dato troppo negativo.

Ieri Romero è stato “sfortunato” per la traversa colpita. Ma se in un’occasione è sfortuna, in un’altra il portiere avversario compie miracoli e in un’altra ancora non è servito bene, il problema forse sarà proprio l’attaccante in questione. Non è un attacco personale al ragazzo, ma una semplice analisi di una situazione che va avanti da 6 mesi. Forse a Castellammare sono troppo abituati bene con la prima punta (ultima Francesco Forte, detto lo Squalo), ma lo spettacolo che sta andando in scena quest’anno è a tratti imbarazzante.

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Perché, come abbiamo già sottolineato più volte, non è soltanto il numero di reti sbagliate il problema, ma anche e soprattutto la funzionalità del ragazzo. Un attaccante così strutturato sarebbe stato perfetto per il gioco di Padalino con le ali e le mezzali pronte ad inserirsi, ma evidentemente qualcosa è andato storto nel visionare le qualità di Romero. Non è l’uomo giusto per questa piazza, per questo sistema di gioco e forse per questa categoria. In serie C avere un attaccante di categoria, che non solo segni ma che ti faccia anche migliorare il gioco, è fondamentale (come Paponi due anni fa). Romero, in un intero girone di andata, non ha portato nulla alla causa. E’ un dato di fatto non una critica campata in aria.

C’è bisogno di una sterzata sotto questo punto di vista, perché se è vero che questa squadra potrebbe tranquillamente lottare per qualche posizione più nobile di un decimo posto, è anche vero che senza attaccante non si va da nessuna parte. Dal mercato di gennaio sarà quasi impossibile ricavare qualcosa di utile. In attesa di Cernigoi, la palla passa a Padalino. Un cambio di modulo, potrebbe essere la soluzione. Fantacci più vicino alla punta, ad esempio. Ma questo lo saprà certamente meglio di noi il mister. Fiduciosi che nel girone di ritorno qualcosa possa cambiare.

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