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Cronaca

Castellammare, primo giorno da disoccupati per gli operai Meb: attesa per l’assunzione dal Gruppo Vescovini

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Ufficialmente disoccupati gli operai che hanno scelto Vescovini

Castellammare di Stabia. Niente più bulloni, almeno per ora, a Castellammare di Stabia dopo oltre cinquant’anni di attività della Meb. Oggi è il primo giorno da ex operai per le 62 tute blu che hanno aderito al Gruppo Vescovini. Gli altri 16, invece,  sono alla volta del Nord Italia dove continueranno a prestare servizio per le fabbriche del Gruppo Fontana.
Quarantacinquesimo giorno di presidio quello odierno per le tute blu che lo scorso 18 dicembre furono cacciate via dallo stabilimento di Via De Gasperi. Da quel momento è nata una battaglia di “resistenza” che è finita, seppur non del tutto, con l’arrivo dell’imprenditore Alessandro Vescovini che fin da subito si è reso disponibile ad assumere tutte le tute blu e a restare in Campania a patto che la politica riesca ad individuare un’area di circa 10mila metri quadrati su cui far sorgere il capannone industriale. E proprio su questo si sta lavorando, oggi ci sarà una riunione operativa al Ministero dello Sviluppo Economico estesa, oltre alle parti sindacali, anche ai parlamentari e a tutti gli attori coinvolti nella trattativa.

La palla ora passa alle Istituzioni che entro il 31 marzo dovranno individuare un’area. Una scadenza fissata da Vescovini che non vuole perdere tempo. Sono diverse le ipotesi in campo tra la provincia di Napoli e Salerno ma ci sarebbe anche un sito su Via Ripuaria che potrebbe essere idoneo anche se gestito da una curatela fallimentare.

Gli operai saranno assunti da Vescovini e dopo un anno di formazione negli stabilimenti di Monfalcone rientreranno in Campania. Un anno: è il tempo necessario, secondo quanto previsto da Vescovini, per allestire il nuovo stabilimento dove le maestranze potranno continuare a portare avanti la loro attività che hanno svolto per anni nel sito di Via De Gasperi che rappresenta ormai un triste ricordo.


Cronaca

Gragnano, sconto tari del 20% a commercianti che resistono alla crisi del Covid

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Credito di imposta del 20% sulla tari 2021 per commercianti ed operatori turistici che resistono alla crisi del Covid

Gragnano. Il comune tende una mano alle attività commerciali che, alle prese dall’emergenza Coronavirus che ha portato ad un calo delle entrate, resistono e non chiudono mantenendo i livelli occupazionali. L’amministrazione guidata da Paolo Cimmino, utilizzando l’avanzo del ristoro previsto dalla Stato a favore degli enti locali nell’ambito del Decreto Ristori bis, ha predisposto che soggetti commerciali che hanno avuto un calo di vendita o dovuto chiudere le attività a causa dell’emergenza Coronavirus uno “sconto” straordinario a valere sul pagamento della Tari 2021. Il budget messo a disposizione è di 150 mila euro e verrà assegnato sulla base di un avviso pubblico e della verifica dei requisiti. Il contributo sarà, infatti, erogato solo al momento del pagamento della quota Tari 2021, mediante un meccanismo di riemissione dell’avviso con uno sconto del 20% da parte del concessionario alla riscossione Publiservizi. «Abbiamo utilizzato – spiega il primo cittadino – i risparmi del Decreto Ristori per sostenere lo sforzo di quasi tutti gli operatori commerciali e turistici di Gragnano. Si tratta di una misura che segnala il modo originale attraverso cui la fiscalità comunale può aiutare commercio e occupazione. Ci auguriamo di poter ripetere questa operazione anche nel 2022, in relazione al maggior peso dell’autonomia finanziaria degli enti locali. Il provvedimento adottato segnala come le buone pratiche dei Comuni possano sostenere la ripresa della nostra economia, soprattutto se ci sarà un’espansione dei trasferimenti dal centro agli enti locali». Mariarosaria Greco

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