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Forza Italia si rinforza e chiede due super-deleghe (e il vicensindaco): è duello con la lista “Cimmino sindaco”

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Forza Italia si rinforza e chiede pari dignità alla lista Cimmino Sindaco. E non lo fa nemmeno velatamente. Nell’ultimo vertice, è stato il coordinatore cittadino Nello Di Nardo a impuntare i piedi e ad annunciare l’imminente adesione della consigliera Enza Maresca, la più vicina ad Annarita Patriarca, capogruppo regionale del partito di Berlusconi. Apriti cielo.

La discussione sul tavolo del rimpasto si sposta quindi sul peso specifico dei partiti. Questo più o meno il ragionamento sciorinato dal primo cittadino: alla lista più votata “Cimmino sindaco” (con 5 consiglieri) vanno due assessori e la presidenza del consiglio, a Forza Italia (4 consiglieri) due assessori, poi via via un solo posto in giunta per le restanti tre liste (Solo per Castellammare, Democrazia Cristiana e Fratelli d’Italia). Senza fare i conti con la campagna adesioni dei forzisti, che da qui a poco dovrebbero annunciare il passaggio di Enza Maresca. E quindi cambia il peso del partito di Berlusconi, diventando esattamente lo stesso della lista “Cimmino sindaco”. Da qui la richiesta, per niente campata in aria, di ottenere il vicensindaco (per fare da contraltare alla presidenza della lista Cimmino sindaco) e due deleghe di peso (politiche sociali e lavori pubblici).

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Mentre si consolida la posizione di Amedeo Di Nardo, principale indiziato a sedere tra i banchi della giunta, anche Antonio Cimmino sembra sempre più intenzionato a lasciare lo scranno da consigliere e a traslocare nella squadra di governo. Così facendo ci sarebbe spazio per Alfonso Lucarelli, primo dei non eletti che ha battagliato ricorrendo perfino al Tar per entrare in consiglio comunale. Un modo anche per dare spazio a chi ha ottenuto centinaia di voti ed è rimasto fuori. Un’operazione simpatia che anche il sindaco Cimmino vede di buon occhio, anche per blindare alcune candidature in ottica elezioni 2023, quando vorrebbe tentare il bis a Palazzo Farnese.

Daniele Di Martino 

 


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Affidamenti diretti, indagano gli 007. Inchiesta partita nel 2018: nel mirino anche un aspirante assessore

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Somme urgenze e affidamenti diretti. Nel mirino degli investigatori sono finiti gli atti con cui sono stati affidati appalti sotto soglia. Nelle ultime settimane sono state acquisite a Palazzo Farnese le documentazioni relative soprattutto alle somme urgenze. D’altronde il grido dall’allarme è stato lanciato, ancor prima dello scoppio della pandemia, dai banchi dell’opposizione. Diverse denunce pubbliche sull’uso degli affidamenti diretti, che poi con l’emergenza Covid sono continuati.

L’Inchiesta della Procura di Torre Annunziata è a 360 gradi sui comuni «caldi» della fascia costiera. Non a caso la prima operazione è scattata proprio a Torre Annunziata con l’arresto di un dirigente comunale. Da lì la necessità di verifiche a tappeto negli uffici tecnici e quindi anche negli uffici pubblici di Castellammare. I raid notturni di questi giorni potrebbero rivelarsi connessi proprio alle recenti indagini.

I riflettori degli investigatori, però, si sono già concentrati a partire dal 2018 sugli affidamenti di Palazzo Farnese. In una lunga e dettagliata informativa, legata all’inchiesta che ha portato agli arresti di politici, tecnici e imprenditori sul caso Cirio, sono finiti sotto la lente proprio costruttori e politici. Telefonate o conversazioni criptate da ambientali in cui si ammetteva, candidamente, di aver avuto rassicurazioni di svolgere lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza dei plessi scolastici. Conversazioni in cui compaiono anche esponenti dell’attuale maggioranza di Palazzo Farnese, uno dei quali anche in odore di nomina in giunta nel recente rimpasto in giunta.

Un’informativa che mette insieme il sottobosco della politica e l’imprenditoria locale, i cui esponenti sono sorpresi amabilmente a conversare di fondi europei e su come dirottarli.

Daniele Di Martino

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