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Politica

Affidamenti diretti, indagano gli 007. Inchiesta partita nel 2018: nel mirino anche un aspirante assessore

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Somme urgenze e affidamenti diretti. Nel mirino degli investigatori sono finiti gli atti con cui sono stati affidati appalti sotto soglia. Nelle ultime settimane sono state acquisite a Palazzo Farnese le documentazioni relative soprattutto alle somme urgenze. D’altronde il grido dall’allarme è stato lanciato, ancor prima dello scoppio della pandemia, dai banchi dell’opposizione. Diverse denunce pubbliche sull’uso degli affidamenti diretti, che poi con l’emergenza Covid sono continuati.

L’Inchiesta della Procura di Torre Annunziata è a 360 gradi sui comuni «caldi» della fascia costiera. Non a caso la prima operazione è scattata proprio a Torre Annunziata con l’arresto di un dirigente comunale. Da lì la necessità di verifiche a tappeto negli uffici tecnici e quindi anche negli uffici pubblici di Castellammare. I raid notturni di questi giorni potrebbero rivelarsi connessi proprio alle recenti indagini.

I riflettori degli investigatori, però, si sono già concentrati a partire dal 2018 sugli affidamenti di Palazzo Farnese. In una lunga e dettagliata informativa, legata all’inchiesta che ha portato agli arresti di politici, tecnici e imprenditori sul caso Cirio, sono finiti sotto la lente proprio costruttori e politici. Telefonate o conversazioni criptate da ambientali in cui si ammetteva, candidamente, di aver avuto rassicurazioni di svolgere lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza dei plessi scolastici. Conversazioni in cui compaiono anche esponenti dell’attuale maggioranza di Palazzo Farnese, uno dei quali anche in odore di nomina in giunta nel recente rimpasto in giunta.

Un’informativa che mette insieme il sottobosco della politica e l’imprenditoria locale, i cui esponenti sono sorpresi amabilmente a conversare di fondi europei e su come dirottarli.

Daniele Di Martino


Politica

Bobbio salvato dalla prescrizione. L’ex pm pronto a rientrare sulla scena politica

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La prescrizione salva l’ex sindaco Luigi Bobbio. Il famoso processo sulla cabina di regia, finisce con una sola condanna in appello per Francesco De Vita (4 anni per peculato), il testimone di nozze dell’ex pm antimafia, oltre all’assoluzione con formula piena di Vincenzo Battinelli, ex dirigente comunale.

La posizione di Bobbio quindi viene prescritta, in merito all’accusa di abuso d’ufficio costata una condanna in primo grado a un anno e otto mesi. Ci sono voluti quattro anni, infatti, per fissare il processo d’appello. Troppo. Per cui tutte le accuse vengono cancellate.

A questo punto l’ex sindaco si libera definitivamente da tutti i fardelli giudiziari o quasi: prescritte le accuse sulla cabina di regia, assolto in appello per corruzione e un altro abuso d’ufficio. Resta la condanna in appello della Corte dei Conti sempre sulla cabina di regia, per la quale deve restituire oltre 160mila euro al Comune di Castellammare, vale a dire il compenso ricevuto in quegli anni da Francesco De Vita.

A questo punto, Luigi Bobbio potrebbe ritornare di nuovo in pista dopo quasi un decennio di assenza dalla scena politica. Potrebbe farlo proprio con Fratelli d’Italia, il partito di cui è rimasto sostenitore negli ultimi anni.

Daniele Di Martino

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