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Furti e raid, il 70% delle telecamere non funziona. L’opposizione: “Sistema off-limits, intervenire subito”

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Furti, raid e incidenti. Da mesi Castellammare in preda a episodi di microcriminalità. E il sistema di videosorveglianza è praticamente azzerato al 70%. A denunciarlo sono le opposizioni e in particolare Andrea Di Martino, Giovanni Nastelli e Eutalia Esposito, che hanno depositato un’interrogazione consiliare indirizzata al sindaco Gaetano Cimmino. “Sono mesi che in occasione di episodi delittuosi o incidenti gravi non è stato possibile reperire immagini dal sistema di videosorveglianza comunale – scrivono al primo cittadino – Già la scorsa estate per l’aggressione del Carabiniere Ballarò , furono le immagini di telecamere private e non quelle del sistema di videosorveglianza a permettere l’individuazione dei colpevoli. Così come da ultimo, per il furto della statua Bronzea nella scuola Di Capua è stato impossibile estrarre immagini da ben 3 telecamere del sistema comunale presenti in loco”.
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L’opposizione sottolinea che “nell’ultimo anno sono notevolmente aumentati furti ai danni di singoli esercizi commerciali” e che “nel programma di questa amministrazione la sicurezza dei cittadini era indicata tra le priorità al punto da prevedere l’uso dell’esercito sulle strade”. E quindi si chiede al sindaco Cimmino “il motivo del non funzionamento del 70% delle videocamere presenti sul territorio, chi dovrebbe eseguire le manutenzioni sull’impianto e perché non lo fa. E cosa sta programmando questa amministrazione per garantire la sicurezza dei cittadini attraverso un impianto di videosorveglianza capillare ed efficiente”.


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Castellammare, LeU e PD chiedono l’istituzione del parco urbano delle acque

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I due partiti di opposizione presentano un ordine del giorno

Castellammare di Stabia. «Realizzare il parco urbano delle acque». E’ quanto chiedono Liberi e Uguali e Partito Democratico attraverso un ordine del giorno presentato dai consiglieri Scala e Iovino. «Abbiamo presentato un Ordine del Giorno che impegna il Consiglio Comunale a richiedere al Consiglio Regionale la possibilità di riaprire i termini affinchè la nostra città possa presentare la necessaria documentazione per la realizzazione del Parco Urbano delle Acque. Ad 11 anni dall’emanazione della Legge Regionale è stato perso fin troppo tempo, Castellammare ha tutte le caratteristiche per vedere realizzato uno strumento che insieme alla tutela veda la promozione della nostre risorse. La città di Castellammare di Stabia ha tutte le caratteristiche previste dal regolamento. Un’assoluta straordinarietà e particolarità che non ha eguali nel panorama nazionale e internazionale: in un tratto ben limitato geograficamente e urbanisticamente sgorgano 28 sorgenti con caratteristiche chimiche ed organolettiche ben differenziate. Questo in una fascia di territorio collocata tra Piazza Fontana Grande e La sorgente del Muraglione, comprendendo Via B.Brin e le strade limitrofe, Via Visanola, le antiche Terme, le sorgenti Madonna e Acetosella e la stessa Via Acton».

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