Politica
Il Comune dice addio al dissesto finanziario: tesoretto di 8 milioni «minacciato» dai creditori
«Alla fine avremo un Comune risanato». Sono le parole che l’ex sindaco Nicola Cuomo pronunciava quando decise di dichiarare il dissesto finanziario del Comune di Castellammare. Un «crac» che gli è costato la palma di sindaco più impopolare nella città stabiese. Ma alla fine i risultati sono sotto gli occhi di tutti e ora che il Comune dice addio al dissesto, nelle casse dell’ente potrebbero finirci 8 milioni di euro «risparmiati» dalla triade dell’organismo indipendente di liquidazione (Osl).
Un tesoretto che – stando a quando si legge nel rendiconto della liquidazione con cui finisce qui l’attività dell’Osl – è ancora minacciato da creditori che hanno deciso di attaccare le casse di Palazzo Farnese attraverso azioni giudiziarie. Tra questi figurano anche aziende e professionisti eccellenti. Su tutti Francesco De Vita, il super-consulente di Bobbio e coordinatore della cabina di regia, che dopo un processo e una condanna in primo grado, ha presentato il conto di 115mila euro. L’Osl ha rigettato tale richiesta e l’avvocato romano è ricorso al Tar. Deciderà quindi il Tribunale amministrativo sul da farsi.
C’è poi il capitolo Gori, che ha fatto causa al Comune per cinque milioni di euro come risarcimento danni per tardato trasferimento della gestione del servizio idrico. Il processo di primo grado, però, se l’è aggiudicato il Comune di Castellammare.
Infine, ci sono una serie di professionisti che vantano ancora piccoli crediti, oltre a una serie di vigili urbani che chiedono danni da «usura psico-fisica per mancato riposo settimanale».
Daniele Di Martino

