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Politica

Affondo del Pd contro Cimmino: “Gestisce la cosa pubblica come un affare privato”

Continua lo scontro dopo il caso del consiglio comunale convocato ancora una volta in videoconferenza

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PD-Castellammare

“Gestiscono la cosa pubblica come un affare privato”. L’affondo è del Pd, dopo la lettera inviata al prefetto insieme al resto dell’opposizione. I dem richiamano una citazione di uno stabiese illustre: “La democrazia è una pratica costante difficile ma necessaria“ sono le parole che amava ripetere Liberato De Filippo, operaio e sindaco di Castellammare. “Parole che racchiudono il senso delle istituzioni e del loro rispetto – fa sapere il Pd stabiese – Parole che se rapportate a quanto vive in queste ore la “politica cittadina” fuori e dentro Palazzo Farnese aprono a una seria riflessione. Ieri, dopo la Conferenza dei Capigruppo, le opposizioni con un durissimo documento hanno rimarcato il senso di inadeguatezza di una maggioranza che continua a gestire la cosa pubblica come affare privato, ricorrendo a pratica non previste da nessun regolamento e che minano le prerogative democratiche dei singoli consiglieri comunali. La volontà di utilizzare la votazione online su un documento di straordinaria importanza come il Bilancio evidenzia non solo la debolezza della “granitica corazzata” Cimmino, ma fa emergere ancora una volta l’inadeguatezza di una classe politica irrispettosa delle più elementari regole democratiche. La spavalderia e la sfrontatezza con la quale il Sindaco sta portando avanti da mesi la sua azione di “governo” dimostrano la pochezza politica di questa amministrazione. Di fronte a tale atteggiamento è stato giusto informare il Prefetto su quanto sta accadendo. Come Pd chiediamo che si vada in aula alla luce del sole, che vengano rispettati i luoghi deputati all’indirizzo e al controllo politico-amministrativo del Comune, evitassero il Sindaco e la sua maggioranza di forzare la mano con una messa in scena fatta di espedienti utile solo per garantire i numeri in aula. La democrazia è pratica costante e non a flussi alternati”.


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Politica

Dimissioni, il «no» di D’Apice dopo una lite in villa con il sindaco | IL RETROSCENA

Commissione ancora al lavoro: pronte le verifiche sulle nuove assunzioni a Palazzo Farnese

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Dopo tanto discutere, sulla stampa e nelle segrete stanze di Palazzo Farnese, non cambierà nulla. Tutti restano al proprio posto. Almeno per ora. Eppure il sindaco Gaetano Cimmino, ben consigliato, aveva provato a smuovere le acque. Voleva dare un segnale alla commissione d’accesso, alla Prefettura, al ministro dell’interno. L’idea di far dimettere Emanuele D’Apice era diventata quasi una necessità. E invece ogni tentativo è risultato vano. Arriva il netto rifiuto di D’Apice a restituire l’incarico che tanto ha fatto discutere, dando il “la” per l’invio della commissione d’accesso, che altrimenti sarebbe arrivata soltanto dopo precise risultanze delle indagini che la Dda e la Procura di Torre Annunziata stanno svolgendo.

Il presidente del consiglio comunale non è disposto a tornare sui propri passi. E nei giorni scorsi l’ha comunicato in un confronto-scontro in villa comunale con il sindaco Gaetano Cimmino. I due sono stati notati mentre discutevano animatamente. Segno evidente del nervosismo che regna a Palazzo Farnese.

Cimmino, in questi giorni, sta provando a rimettere in sesto la barca che pende dal lato della Procura antimafia. Non a caso, il sindaco ha fatto notare sui social la costituzione di parte civile nel processo contro i clan stabiesi. Ha poi dato indirizzi precisi al comandante della polizia municipale per un controllo più accurato del territorio e per l’installazione di new jersey per combattere i parcheggiatori abusivi dell’acqua della Madonna.

Nel frattempo gli occhi dei commissari del Viminale si sono concentrati prima sulle pratiche urbanistiche a favore dei politici di Palazzo Farnese, poi sulle parentele «scomode» dei consiglieri comunali. Infine, un altro capitolo da affrontare sono anche le ultime assunzioni attraverso i concorsi pubblici. In questo caso potrebbero spuntare delle sorprese tra i nomi dei nuovi assunti, con verifiche sui legami di parentela con politici di Castellammare e del napoletano.

Daniele Di Martino

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