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Politica

Centrodestra in panne, l’opposizione al sindaco: «Passi la mano se non se la sente»

Dopo la diffida del prefetto per non aver approvato il bilancio, il centrosinistra mette alle strette la maggioranza

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«La giunta e questa maggioranza devono assumere una decisione rapida. Non possono bloccare tutto. Castellammare ha bisogno di cura e certezza. Se il sindaco non se la sente di andare avanti passi la mano celermente, se il presidente del consiglio ha intenzione di dimettersi veramente lo faccia rapidamente. Ma noi non possiamo attendere tentennamenti ed indecisioni che fanno solo ulteriori danni alla città».

E’ la reazione unitaria dell’opposizione a chiedere al sindaco Gaetano Cimmino di fare un passo indietro se il centrodestra non dovesse avere i numeri per andare in consiglio comunale. E’ infatti arrivata la diffida dal Prefetto ad approvare il bilancio consuntivo e la mancata approvazione del rendiconto comporta lo scioglimento del consiglio comunale.
L’opposizione ha assunto una posizione responsabile, ma chiede al centrodestra di fare chiarezza: «Nonostante la turbolenta fase amministrativa, pur non condividendo l’impianto politico gestionale del documento contabile, da opposizioni in commissione non abbiamo frapposto ostacoli strumentali all’esame, abbiamo rifiutato qualsiasi pratica ostruzionistica, pure se gli strappi operati sul piano istituzionale dalla maggioranza, con la elezione del nuovo presidente del consiglio, lo avrebbero giustificato. Abbiamo avuto un atteggiamento responsabile nell’interesse della città. Non possiamo però restare inermi innanzi allo stallo amministrativo in cui la maggioranza è piombata, dopo l’arrivo della commissione d’accesso. La commissione sta sapientemente svolgendo i suoi lavori nell’interesse della Castellammare onesta».

Daniele Di Martino


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Dimissioni, il «no» di D’Apice dopo una lite in villa con il sindaco | IL RETROSCENA

Commissione ancora al lavoro: pronte le verifiche sulle nuove assunzioni a Palazzo Farnese

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Dopo tanto discutere, sulla stampa e nelle segrete stanze di Palazzo Farnese, non cambierà nulla. Tutti restano al proprio posto. Almeno per ora. Eppure il sindaco Gaetano Cimmino, ben consigliato, aveva provato a smuovere le acque. Voleva dare un segnale alla commissione d’accesso, alla Prefettura, al ministro dell’interno. L’idea di far dimettere Emanuele D’Apice era diventata quasi una necessità. E invece ogni tentativo è risultato vano. Arriva il netto rifiuto di D’Apice a restituire l’incarico che tanto ha fatto discutere, dando il “la” per l’invio della commissione d’accesso, che altrimenti sarebbe arrivata soltanto dopo precise risultanze delle indagini che la Dda e la Procura di Torre Annunziata stanno svolgendo.

Il presidente del consiglio comunale non è disposto a tornare sui propri passi. E nei giorni scorsi l’ha comunicato in un confronto-scontro in villa comunale con il sindaco Gaetano Cimmino. I due sono stati notati mentre discutevano animatamente. Segno evidente del nervosismo che regna a Palazzo Farnese.

Cimmino, in questi giorni, sta provando a rimettere in sesto la barca che pende dal lato della Procura antimafia. Non a caso, il sindaco ha fatto notare sui social la costituzione di parte civile nel processo contro i clan stabiesi. Ha poi dato indirizzi precisi al comandante della polizia municipale per un controllo più accurato del territorio e per l’installazione di new jersey per combattere i parcheggiatori abusivi dell’acqua della Madonna.

Nel frattempo gli occhi dei commissari del Viminale si sono concentrati prima sulle pratiche urbanistiche a favore dei politici di Palazzo Farnese, poi sulle parentele «scomode» dei consiglieri comunali. Infine, un altro capitolo da affrontare sono anche le ultime assunzioni attraverso i concorsi pubblici. In questo caso potrebbero spuntare delle sorprese tra i nomi dei nuovi assunti, con verifiche sui legami di parentela con politici di Castellammare e del napoletano.

Daniele Di Martino

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