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Il centrosinistra sceglie l’Aventino: “Opposizioni censurate, centrodestra arrogante”

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il centrosinistra sceglie l’aventino: “opposizioni censurate


“Opposizioni censurate”. E’ questa l’accusa e la motivazione per cui la minoranza ha scelto l’Aventino nel giorno in cui si votava il bilancio consuntivo. Un voto che ha sancito l’uscita della Lega dalla maggioranza, con il voto di astensione di Tina Donnarumma.

L’opposizione è invece andata via, dopo il rifiuto del centrodestra di affrontare la difficile situazione politica. “Questa mattina le opposizioni – scrivono in una nota le forze politiche di minoranza (Pd, IV, M5S, LeU e civiche) – dopo aver appreso dai giornali dei giorni scorsi della fuoriuscita della Lega dalla maggioranza ed il ritiro del relativo assessore, hanno chiesto ai sensi del regolamento comunale, una pregiudiziale per capire se le notizie apprese fossero veritiere. Con un tentativo di censura, perpetrato dal Presidente del Consiglio, si è cercato di zittire le opposizioni, dopo un’accesa discussione con lo stesso Presidente, questi ha deciso di non affrontare la questione e di proseguire con l’ordine del giorno. Questa arroganza e la mancanza di rispetto nei confronti della città ci hanno indotto ad abbandonare l’aula. Dopo l’invio della commissione d’accesso e la chiara crisi politica in corso, la maggioranza fugge dalle proprie responsabilità nei confronti di Castellammare facendo pagare agli stabiesi il loro immobilismo. Non è pensabile che le crisi di affrontino fuori dalle sedi istituzionali e che la lotta alla camorra si riduca ad un foglio stampato che passa di nascosto, come un atto intriso di omertà, tra i consiglieri di maggioranza. Siamo alla frutta”.

Daniele Di Martino


Politica

Scioglimento, ecco il “ricorso in bianco” per desecretare la relazione della commissione d’accesso

La strategia dell’ex sindaco per interrompere i termini e puntare a “smontare” le motivazioni del ministero

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Un ricorso “in bianco”. Così è stato definito durante le riunioni tenute dall’ex maggioranza di Gaetano Cimmino. Una soluzione prospettata dallo studio Clarizia, uno dei principi del foro di Roma, per interrompere i termini e tentare di ribaltare lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche.

Stando a quanto depositato dagli avvocati dell’ex sindaco, si tratta quindi di un ricorso che principalmente punta a far desecretare le motivazioni che hanno spinto il governo a sciogliere il consiglio comunale. Perché in realtà, ufficialmente, questi atti non ci sono. Anche se il contenuto è ben noto per essere stato riportato dalle testate giornalistiche. Ma non sarà possibile smontare queste motivazioni, almeno per il momento. Quindi si proverà a richiedere gli atti ufficiali, che per il momento il Prefetto non ha concesso, per poi provare a fare un “ricorso nel ricorso” entrando nel merito della questione.

La maggior parte dell’ex maggioranza ha firmato senza battere ciglio, in tre invece non se la sono sentita di dare il mandato all’avvocato Clarizia.

Daniele Di Martino

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