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Caos Juve Stabia,  la lettera di Mercatelli ai fratelli Langella: «La città merita rispetto» 

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JUVE STABIA

«I fratelli Langella dovrebbero cominciare ad avere rispetto della tradizione, della storia, della città e dei tifosi»

Castellammare di Stabia. Sul caos Juve Stabia e le incertezze sul futuro dopo un ottimo campionato disputato e conclusosi al secondo turno di Play-Off interviene anche Giuseppe Mercatelli, ex consigliere comunale, giornalista e da sempre vicino alla realtà gialloblù. Mercatelli ha scritto una lettera pubblica ai fratelli Langella che riassume anche a grandi linee il pensiero e la posizione di tantissimi tifosi della Juve Stabia.

«Subentrare ad un presidente in grado di raggiungere 2 promozioni in serie B non è facile… anzi è una sfida quasi impossibile. Eppure accade. Il dopo Manniello (grazie per sempre Franco) avviene con al timone delle Vespe i fratelli Langella. Persone perbene, imprenditori medi che giungono dalla vicina San Giuseppe Vesuviano. Dopo un anno sufficiente, figlio della gestione Manniello, i due fratelli Langella si apprestano a varare la prima Juve Stabia frutto del loro essere».

«Conferenza stampa di qualche settimana or sono con esternazioni particolari, del tipo “e qui comandiamo noi… a chi non sta bene, quella è la porta”. Oppure per esser più in linea con il loro essere “sarà una gestione molto oculata, molti sacrifici per un progetto all’insegna di pochi euro”. E sin qui nulla di anormale, vista la crisi economica generale.  I Langella così salutano il tecnico Paladino, reo di voler migliorare i playoff della stagione appena terminata, nonché il bomber Marotta, quel fiore all’occhiello sul quale si poteva costruire un prato fiorito di successi.
Poche ore dopo una conferenza che riabilita persino la gestione “paesana” dell’ex patron Cesarano, scappano molti altri big. Via il direttore Pavone e via i nomi più importanti sui quali investire per un prossimo campionato da vertice. A fine giugno la Juve Stabia si ritrova senza Direttore Sportivo, senza tecnico… senza niente. Eppure i Langella hanno avuto tanto da Castellammare, come la gestione dello stadio Menti per “4 spiccioli”, una tifoseria sempre pronta al sostegno e giornalisti silenti per non vedersi inserire nell’elenco dei non desiderati. Ma i conti non tornano… anzi i conti non sono stati ancora fatti. Per essere sinceri, i conti qualcuno non sa nemmeno cosa siano. Conti che oggi mortificato la storia di questo club, di una società che nessuno e ripeto nessuno… ha obbligato di prelevare ai fratelli Langella. Guidare economicamente la Juve Stabia è un onore, non solo un obbligo. Un onore calpestato in queste ore dai fratelli Langella che dovrebbero cominciare ad avere rispetto della tradizione, della storia, della città, dei tifosi, ma soprattutto di un passato non troppo lontano. Quando si entra in casa altrui, si bussa, si chiede permesso e con educa si programma. La Juve Stabia – conclude Giuseppe Mercatelli – è e resterà dei stabiesi… e per questo va rispettata e non trattata come uno strofinaccio per pure le proprie incompetente».

 


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