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Politica

Il monastero abbandonato da 30 anni riapre per ospitare un centro per anziani e disabili

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il monastero abbandonato da 30 anni riapre per ospitare un centro per anziani e disabili


Abbandonato da 30 anni, in preda all’incuria e da restaurare totalmente. Così si presenta l’ex Monastero di Santa Maria della Pace, riaperto per garantire la progettazione per il restauro completo e la realizzazione di un centro per anziani e disabili.

Ad annunciarlo è il sindaco Gaetano Cimmino: “Sono in corso i sopralluoghi tecnici presso l’ex Monastero di Santa Maria della Pace per garantire l’accesso ai progettisti. Dopo più di 30 anni di abbandono la mia amministrazione prosegue nella sua missione di rilancio e valorizzazione dell’intera città di Castellammare di Stabia. Quelle che vi mostro ora sono le immagini di una struttura da cui emergono con forza cultura, storia, voglia di rinascere. Noi ce la stiamo mettendo tutta. Nei prossimi giorni continueranno le verifiche all’edificio.

Ricordo a tutti che l’intervento presso l’ex Monastero di Santa Maria della Pace rientra nel Programma Integrato Città Sostenibile (Pics), Autorità urbana di Castellammare di Stabia. Qui verranno realizzati una ludoteca ed un centro diurno per anziani e disabili”.


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Scioglimento, ecco il “ricorso in bianco” per desecretare la relazione della commissione d’accesso

La strategia dell’ex sindaco per interrompere i termini e puntare a “smontare” le motivazioni del ministero

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Un ricorso “in bianco”. Così è stato definito durante le riunioni tenute dall’ex maggioranza di Gaetano Cimmino. Una soluzione prospettata dallo studio Clarizia, uno dei principi del foro di Roma, per interrompere i termini e tentare di ribaltare lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche.

Stando a quanto depositato dagli avvocati dell’ex sindaco, si tratta quindi di un ricorso che principalmente punta a far desecretare le motivazioni che hanno spinto il governo a sciogliere il consiglio comunale. Perché in realtà, ufficialmente, questi atti non ci sono. Anche se il contenuto è ben noto per essere stato riportato dalle testate giornalistiche. Ma non sarà possibile smontare queste motivazioni, almeno per il momento. Quindi si proverà a richiedere gli atti ufficiali, che per il momento il Prefetto non ha concesso, per poi provare a fare un “ricorso nel ricorso” entrando nel merito della questione.

La maggior parte dell’ex maggioranza ha firmato senza battere ciglio, in tre invece non se la sono sentita di dare il mandato all’avvocato Clarizia.

Daniele Di Martino

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