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Politica

Un caffè letterario nell’antica colombaia della Reggia di Quisisana

Il sindaco annuncia il restauro e l’affidamento al Parco Archeologico di Pompei

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un caffè letterario nell’antica colombaia della reggia di quisisana


Un caffè letterario nella colombaia della Reggia di Quisisana. E’ questa l’indiscrezione che rimbalza da Palazzo Farnese, dopo l’annuncio del sindaco Gaetano Cimmino rispetto al restauro del suggestivo rudere del XIII secolo, a due passi dal Museo Archeologico Libero D’Orsi.
In ogni caso, questo pomeriggio, il primo cittadino ha annunciato: “Abbiamo dato il nulla osta al progetto che il Parco Archeologico di Pompei sta avviando per la riqualificazione della storica torre di avvistamento, che un tempo veniva utilizzava per l’allevamento degli uccelli. Al suo interno sarà realizzato un punto di aggregazione e prossimamente daremo maggiori dettagli, in cooperazione con il Parco Archeologico”. Il progetto sarebbe proprio quello di creare un caffè letterario e affidarlo a privati.
“Quisisana dovrà diventare un hub di musei e turismo: dopo l’inaugurazione del Museo Libero D’Orsi, sono in corso le progettazioni per la scuola di formazione, il museo civico e il restyling di viale Ippocastani. E con la colombaia un altro pezzo di storia riprende vita nel cuore dei boschi di Quisisana!” conclude il sindaco.
Daniele Di Martino


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Niente case nell’area Cirio: solo servizi pubblici e attività turistiche

L’indirizzo della commissione per il Puc: addio ai 226 alloggi

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Niente case nell’area Cirio. Con la delibera approvata dai commissari prefettizi, inviati a Castellammare dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche, mette una pietra tombale sul progetto. In realtà, in seguito a polemiche e inchieste giudiziarie, è stata proprio la proprietà dell’ex Cirio (la Polgre) a chiedere un cambio di destinazione d’uso, cancellando la realizzazione di 226 alloggi residenziali. In pratica la proprietà ha chiesto e ottenuto parzialmente di realizzare uffici, aree parcheggio e aree verdi nelle osservazioni inviate al Comune. D’altronde la stessa intenzione l’aveva mostrata anche con una precedente manifestazione inviata a Palazzo Farnese lo scorso anno.

Una proposta che la commissione ha accolto in parte la proposta, prevedendo nel nuovo Puc di destinare quest’area a servizi pubblici e attività turistico-ricettive, escludendo “ogni forma di ricettivo-residenziale”.

Stesso discorso anche per i molini Nuova Daunia, la cui proprietà aveva presentato un progetto di housing sociale. In questo caso la commissione non ha accolto l’osservazione presentata dalla proprietà, che chiedeva di inserire l’intervento nel piano urbanistico. Anche in questo caso, ancora una volta, la commissione ha chiarito che non ci sarà alcun housing sociale a Castellammare.

Daniele Di Martino

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