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Politica

Il consiglio mette una pietra sopra Terme di Stabia: i beni del Solaro finiranno all’asta

Duro botta e risposta in aula, è caccia alle responsabilità politiche. Via libera alla vendita dell’intero patrimonio. Di Nardo: “Un atto dovuto, non potevamo fare più nulla”

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Le Terme del Solaro non le ha uccise di certo l’amministrazione Cimmino, ma che l’ha seppellite è un dato di fatto. O meglio, per dirla come Tonino Scala, le ha “cremate”. Nel consiglio comunale di oggi si mette definitivamente una pietra sopra al complesso termale. E in aula va in scena la caccia ai responsabili del “delitto” Terme di Stabia: un duro botta e risposta tra il sindaco Gaetano Cimmino e Tonino Scala (tra urla e accuse al veleno). Le responsabilità che il centrodestra impunta esclusivamente alle passate gestioni di centrosinistra, poi, animano il dibattito: “Non siamo noi ad averle chiuse le Terme” sbotta Salvatore Gentile (Forza Italia). Mentre Giovanni Nastelli (Uniti per Stabia) ricorda la parentesi dal 2010 al 2012 del centrodestra, “forse determinante”. L’assessore alle finanze Amedeo Di Nardo, invece, parla di un “atto dovuto” e di un “non potevamo fare più nulla”.

La verità sta nel mezzo. Il complesso del Solaro, per la prima volta, restò chiuso al pubblico nell’autunno del 2012 perché senza più corrente elettrica, poco prima che terminasse bruscamente la prima esperienza di centrodestra targata Bobbio e con Gaetano Cimmino presidente del consiglio. Toccò nel 2014 a Nicola Cuomo (Pd) portare i libri di Terme di Stabia in tribunale per dichiarane il fallimento dopo un tentativo di concordato. Ma la verità è che debiti accumulati dalla società partecipata del Comune erano il frutto di una gestione ventennale targata centrosinistra, con piccoli sprazzi di bilancio in attivo durante la consiliatura Vozza. La verità è che tutti i partiti non possono ritenersi esenti da responsabilità. Nessuno.

Così, oggi, si assiste alla tumulazione definitiva. Votando il bilancio consolidato, si prende atto del concordato in atto per Sint, società immobiliare del Comune che detiene il patrimonio immobiliare del Solaro. Tradotto significa vendere i beni all’asta: complesso termale, parco idropinico e albergo. “Con quest’atto significa che non c’è più differenza tra beni strategici e non” dice in aula Andrea Di Martino. Tutto finirà in vendita. Il Comune, quindi, perde il controllo dei beni a favore del Tribunale di Torre Annunziata nell’ambito del concordato preventivo. La vendita dei beni servirà a ripianare i debiti accumulati da Sint.

Al Comune non resta che vincolare l’area per tenerla lontana da eventuali speculazioni. Ma da oggi una cosa è certa: la speranza di rivedere il termalismo sulla collina del Solaro si è spenta.

Daniele Di Martino


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Vozza: “No a passi indietro sui quartieri Savorito-Moscarella”

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“Sui quartieri non ci possono essere passi indietro”. Sullo Scaffale di Salvatore Vozza è stato pubblicato il primo dei quaderni sulle periferie della città. Uno sguardo sul rione Savorito-Moscarella: le scelte, gli atti, il passato e il presente di un quartiere che chiede riscatto.

“Una riflessione su Castellammare e sulla sua ripresa non può non tenere dentro – scrive Salvatore Vozza – il tema delle Periferie. Leggo in questi giorni del progetto di Rigenerazione Urbana che dovrebbe interessare il rione Savorito. Fu l’allora sindaco Lino Polito il primo a muoversi per ridare una dignità a questa fetta di città. Tema ripreso da noi sindaci che siamo venuti dopo. Negli appunti che metto a disposizione troverete il lavoro fatto durante gli anni della mia consiliatura. Alla luce di ciò che viviamo adesso se non si dovesse riuscire utilizzare i 15 ml di euro attuali ricevuti sul Pnrr , queste risorse  andrebbero a sommarsi a quelle già perse negli anni precedenti: 21ml di euro per l’housing sociale e 17 ml di euro del Contratto di quartiere della periferia Nord. Più di 50 milioni persi, sottratti alla città e a un quartiere; senza considerare quelle avrebbero dovuto apportare i privati. Un fatto enorme del quale non si può non discutere.

Non è necessario descrivere nel dettaglio la realtà di Savorito-Moscarella, la conosciamo tutti e tutti sappiamo che per far fronte all’emergenza determinata dal terremoto, furono costruiti prefabbricati provvisori per ospitare 189 famiglie; innestando questo insediamento accanto a Moscarella dove già esistevano insediamenti realizzati dall’IACP.  Quei prefabbricati, concepiti per rimanere in piedi per 10 anni, dopo  oltre trent’anni  non sono stati ancora sostituiti  con normali, decenti, e sicure abitazioni.

La situazione è diventata insostenibile per chi è costretto da anni a vivere in quei prefabbricati. Erano stati elaborati progetti avanzatissimi (Contratto quartiere nel 2000, Savorito nel 2009), e questa volta insieme ai progetti erano state reperite anche le risorse per attuarli.

Nel quaderno su SAVORITO-MOSCARELLA, troverete questi progetti e alcuni atti che chiariscono il lavoro fatto. Il Contratto di Quartiere della Periferia Nord, le procedure di gara per l’appalto si conclusero a fine 2008, dopo i rilievi della Commissione d’accesso e le disavventure interne, tutte rivelatesi infondate  come ha accertato la Magistratura, da almeno 10 anni  è scomparso dalle vita amministrativa del Comune. Non si è saputo più niente e neanche si è appurato se le risorse stanziate siano  ancora disponibili. Ecco su tutto questo occorre aprire una discussione seria nel metodo anzitutto rendere partecipi la regione, la città metropolitana e l’Iacp. Per evitare il permanere di aree inaccettabile di degrado, serve una sfida coraggiosa che dobbiamo alla Castellammare dei quartieri. Da troppo tempo ci trasciniamo nodi e scelte che hanno condizionato la vita della città. Ne abbiamo discusso poco, con errori commessi da tutti, ma quelle non scelte pesano e ancora condizionano la vita della città e dei quartieri. Non è semplice definire quali sono, una data precisa; vivono posizioni e punti di vista diversi e aspetti che hanno alimentato anche uno scontro politico e di interessi, non di poco conto. Nel link che allego troverete il primo dei quaderni che voglio dedicare ai quartieri di Castellammare e i documenti che in questi anni ho raccolto”.

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Ospedale sul Solaro, blitz di De Luca nelle Terme

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L’ospedale al posto delle Terme di Stabia prende sempre più forma. Tanto che ieri Vincenzo De Luca ha fatto un blitz sul Solaro insieme al commissario Raffaele Cannizzaro. Un sopralluogo per convincersi della bontà del progetto proposto dall’ex sindaco Salvatore Vozza e caldeggiato dai regionali Pd e Italia Viva negli ultimi mesi.
Il governatore sembra ormai convincersi a trasferire il San Leonardo sulla collina del Solaro, con l’intenzione di creare una cittadella ospedaliera e un polo universitario convenzionato con l’università di Salerno.
Per fare ciò la Regione dovrebbe acquisire i beni della Sint, che attualmente sono in mano al tribunale di Torre Annunziata pronto a metterli all’asta. Sarà una corsa contro il tempo per bloccare la procedura è acquisire l’area al patrimonio della Regione, per poi costruirci un ospedale all’avanguardia e degno dell’enorme bacino d’utenza dell’area stabiese, torrese e dei Monti Lattari.
Daniele Di Martino

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Savorito, la rivoluzione dei commissari per il quartiere dello spaccio: progetto da 90 milioni

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Riqualificazione del Savorito: progetto da 90 milioni di euro per rigenerare il quartiere tristemente conosciuto per l’attività di spaccio. Via le fatiscenti case popolari, spazio a nuovi alloggi pubblici e soprattutto servizi, parcheggi, aree verdi e un albergo. Quello dei commissari prefettizi, chiamati a Castellammare di Stabia, a risanare l’ente dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche, è una rivoluzione per la periferia nord, anche perché ha completamente stravolto il progetto iniziale presentato dall’amministrazione Cimmino.

Dopo aver bloccato in una prima fase la proposta dell’ex giunta di centrodestra, i commissari hanno approvato un nuovo progetto con una delibera. In origine si prevedeva solo la demolizione dei fabbricati di edilizia pubblica collocati nel quartiere, nonché l’abbattimento di una fatiscente struttura inizialmente deputata a plesso scolastico abusivamente occupata, con la conseguente riconfigurazione degli assi viari e la ricostruzione di nuovi immobili residenziali con annessi servizi.

Successivamente la commissione prefettizia ha dato mandato al settore Urbanistica di adeguare il tutto al Puc, trasmettendo al ministero. una proposta di rimodulazione, volta a dare una miglioria all’intero intervento, garantendo, da un lato, una maggiore dotazione di unità abitative di edilizia pubblica, dotando, dall’altro, la città di posti auto e di ulteriori servizi e attrezzature, attraverso l’inserimento di un edificio polifunzionale a destinazione turistico‐ricettiva con annesso parcheggio interrato.

La proposta rimodulata, riammessa dal ministero, comporta la variazione del quadro economico, per un importo finale di 91.882.079,46 euro, di cui circa Euro 66.000.000,00 da finanziare attraverso il ricorso all’istituto del partenariato pubblico-privato. Il progetto prevede un intervento diviso in tre lotti. Il primo, realizzabile mediante ricorso a project financing comprendente l’area posta a nord-est dell’asse stradale e comprende l’edificio polifunzionale a destinazione turistico‐ricettiva con annesso parcheggio interrato, il mercato coperto, il parco agricolo e lo studentato. Il lotto numero 2 realizzabile mediante fondi a valere sul P.I.N.Qu.A. e fondi comunali complementari: comprende l’area posta a nord-ovest dell’asse stradale e comprendente la demolizione dei fabbricati di edilizia publica esistenti siti nell’area in oggetto nonché del plesso scolastico abusivamente occupato; la realizzazione di n. 96 nuovi alloggi, realizzazione di polo per l’infanzia, realizzazione delle infrastrutture correlate, servizi, attrezzature e spazi verdi, tra cui strade e viali interni, parco lineare, area urbana per lo sport, parcheggi a raso per gli esercizi di vicinato, parcheggi interrati pertinenziali per i residenti e raccolta pneumatica di rifiuti; tale lotto da realizzare con i suddetti fondi a valere sul P.I.N.Qu.A. e su fondi comunali, si sostanzia nella riqualificazione con abbattimento e ricostruzione degli alloggi pubblici, per un importo economico di € 28.284.819,09. Infine, il lotto 3, realizzabile mediante fondi a valere su successivo finanziamento e comprendente l’area posta a sud-est dell’asse stradale e comprende la realizzazione dei restanti alloggi di edilizia residenziale a canone sostenibile

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