Politica
Commissione paesaggio, l’ora delle nomine. Cimmino sogna l’en plein grazie alle assenze dell’opposizione
«Possiamo prenderne 4 su 5, loro sono spaccati». E’ la parola d’ordine che gira in maggioranza da qualche giorno. Perché il centrodestra è convinto di poter fare en plein sulle nomine della commissione paesaggio, l’organo che decide sui permessi a costruire. E’ stato convocato il consiglio comunale il 26 novembre per consentire l’elezione dei cinque componenti della commissione.
E il sindaco Cimmino sogna il «cappotto» visti i numeri in aula. Non solo per le assenze croniche tra i banchi dell’opposizione, che oltretutto appare spaccata. Ma andiamo con ordine. Il sindaco spera nel perdurare dell’assenza di Massimo de Angelis e in quella probabile di Laura Cuomo. Così facendo riuscirebbe a mettere insieme quattro gruppi composti da quattro consiglieri e riuscire nell’impresa di eleggere altrettanti componenti della commissione paesaggio.
Nel centrodestra sembrano certe le nomine di Catapano e Scala, sostenuti rispettivamente dall’assessore all’urbanistica Fulvio Calì e dal sindaco Gaetano Cimmino. Per il resto potrebbero esserci new entry. Escluso che si possa puntare sull’ex consigliere comunale Peppe Mercatelli, un nome fatto circolare proprio dal sindaco in quota a Fratelli d’Italia, ma col chiaro tentativo di «bruciarlo».
L’opposizione, oltre a dover registrare qualche probabile forfait, si ritrova a dover serrare le fila. L’obiettivo è comunque quello di strappare due nomine, facendo fallire il piano espansionistico di Cimmino. Tra i banchi della minoranza, in ogni caso, si fa largo il nome di Rosario Donnarumma che potrebbe essere il nome proposto da Andrea Di Martino. Nel Pd invece c’è un dibattito in corso sull’appoggio dell’ex assessore Pino Rubino. Giovanni Nastelli potrebbe proporre Peppe Mercatelli, che ha cercato la sponda di una parte della maggioranza, incursione bloccata sul nascere dal sindaco.
Ma tra la minoranza potrebbero registrarsi altri forfait, su tutti quelli di Francesco Iovino e Tonino Scala, intenzionati a non votare. Paradossalmente questa mossa consentirebbe a Cimmino di fare man bassa.
Daniele Di Martino

