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Castellammare, ore decisive per lo scioglimento. Rischio infiltrazioni della camorra nei fondi Pnrr

Con lo scenario disegnato dalla commissione d’accesso, la malavita potrebbe mirare alla pioggia di milioni in arrivo


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Sembra la settimana decisiva per lo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare. Mentre emergono nuove indiscrezioni su infiltrazioni della camorra su eventi e pratiche edilizie, a Roma sembra tutto pronto per uno dei prossimi consigli dei ministri. Lo scorso 23 dicembre il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza si è espresso per lo stop alla vita politica a Palazzo Farnese, complice anche una serie di parentele scomode da parte di consiglieri di maggioranza (in larga parte) ma anche di opposizione (in maniera marginale). Adesso tocca al governo Draghi sciogliere qualsiasi dubbio sul caso Castellammare.
Una decisione auspicabile quanto prima, perché ormai l’azione amministrativa è ferma da settimane. E in gioco c’è il futuro della città attraverso i fondi del Pnrr (56 milioni!). Proprio per questa pioggia di fondi ci sarebbe il rischio di infiltrazione della camorra, considerato lo scenario disegnato dalla commissione d’accesso. Una gestione – secondo il Viminale – che sarebbe meglio affidare a una commissione antimafia, che resterebbe almeno per 18 mesi a Palazzo Farnese. Un modo per “depurare” le stanze del palazzo di città e ripartire in “sicurezza”, dando di nuovo la parola agli elettori stabiesi nell’autunno del 2023. O almeno questo è lo scenario che si profila all’orizzonte.
Ma una cosa è chiara: serve una decisione quanto prima. Altrimenti l’amministrazione continuerà a restare in un limbo, restando inerme di fronte ai problemi della città, in uno dei periodi più difficili della storia.

Daniele Di Martino


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Asili nido negli stabilimenti Fincantieri, ma non ancora a Castellammare

L’annuncio dell’azienda. Si parte con Trieste e Monfalcone. Ma sarà realizzato in tutte le sedi

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Asili nido negli stabilimenti Fincantieri, ma non ancora a Castellammare. Alla presenza della Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Prof.ssa Elena Bonetti, l’Amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, i Segretari Generali di FIM, FIOM e UILM, Roberto Benaglia, Francesca Re David e Rocco Palombella, e la stessa Ministra, hanno firmato oggi l’accordo per la realizzazione di asili nido aziendali per supportare la genitorialità. Il primo sarà inaugurato a Trieste nei primi mesi dell’anno presso la sede della Divisione Navi Mercantili della società e prenderà il nome di “Fincantesimo”.

Farà seguito l’asilo nido per i dipendenti del cantiere di Monfalcone, che verrà inserito nell’ex Albergo Operai, luogo simbolico del legame storico di Fincantieri con il territorio. L’inizio dei lavori è programmato tra fine 2022 e inizio 2023. L’attuazione del progetto continuerà successivamente con la graduale attivazione del servizio negli altri siti dell’azienda. Al momento non è ancora previsto un asilo nido nel cantiere di Castellammare di Stabia.

Nonostante la pandemia, Fincantieri ha effettuato nell’ultimo triennio più di 1.400 assunzioni, soprattutto di giovani che hanno ulteriormente abbassato l’età media della popolazione aziendale. Nel corso del 2021 l’azienda ha effettuato un sondaggio interno per verificare l’interesse in merito agli asili nido, ricevendo un riscontro fortemente positivo che ha portato a sviluppare il progetto.

Il costo del servizio sarà a carico dell’azienda, fatta salva una retta mensile, differenziata secondo fasce ISEE, che verrà sostenuta dai genitori dei bambini accolti nelle strutture. Per le famiglie che dovessero restare escluse dalla graduatoria di ammissione Fincantieri valuterà sostegni alternativi, mentre, in caso di domande inferiori alle disponibilità, gli asili nido verranno aperti alle comunità locali, comprendendo anche i figli dei dipendenti delle ditte dell’indotto.

Elena BonettiMinistra per le Pari Opportunità e la Famiglia, ha dichiarato: “La firma di oggi tra Fincantieri e FIM, FIOM e UILM è un segno forte di quel cambio di passo che il Paese ha deciso di intraprendere investendo nelle famiglie, nella genitorialità e nel lavoro delle donne: un accordo strategico e di prospettiva che punta sulla costruzione di asili nido aziendali, sulla compartecipazione ai servizi educativi e sul monitoraggio degli obiettivi per garantirne il raggiungimento. Una scelta che va esattamente nella direzione tracciata in questi mesi dal governo con l’investimento nel PNRR di 4,6 miliardi di euro in asili nido e scuole per l’infanzia, con l’introduzione in legge di Bilancio dei Lep per gli asili nido e il fondo di 50 milioni per i progetti aziendali di rientro al lavoro delle donne dopo la maternità. L’armonizzazione dei tempi della vita familiare e del lavoro, l’assunzione di una comune corresponsabilità alla missione educativa verso le nuove generazioni, la promozione del lavoro femminile sono sfide cruciali per il futuro da affrontare in alleanza: iniziative come questa, che aprono strade condivise per rimettere al centro la persona nella sua dimensione integrale, sono azioni importanti che fanno concreta e credibile la fiducia e il gusto del futuro. Li costruiscono, per far crescere tutto il Paese”.

Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “Il nostro obiettivo è di favorire l’equilibrio tra il lavoro e la vita privata, soprattutto permettendo alle donne di essere madri in ogni momento. Infatti, la riflessione da cui siamo partiti per la definizione del progetto è che la donna assolve almeno a tre compiti fondamentali: madre, lavoratrice e organizzatrice della vita familiare. Grazie a questo accordo sosterremo tutti i suoi ruoli, dando alla lavoratrice pari opportunità dei colleghi maschi e alla madre la possibilità di essere vicina ai propri figli anche mentre è al lavoro. Un contributo magari modesto, ma ci auguriamo significativo, poiché l’Italia ha assoluto bisogno di bambini e la nostra iniziativa vuole concorrere a risolvere in maniera tangibile e innovativa il problema della scarsa natalità”.

Roberto Benaglia, Segretario Generale FIM: “L’intesa raggiunta rappresenta un primo risultato di qualità in un grande Gruppo, dove abbiamo buone relazioni industriali partecipative. Un accordo che coglie i nuovi bisogni delle persone che lavorano e risponde in maniera indiretta anche alla necessità di politiche e servizi per la natalità di cui l’Italia ha un gran bisogno. Un importante risultato che segna sempre più la centralità del welfare contrattuale mutualistico dentro la contrattazione collettiva. Averlo sottoscritto presso il Ministero delle Pari Opportunità e la Famiglia alla presenza della Ministra Bonetti è un ottimo segnale, che deve tradursi in politiche pubbliche di sostegno, a partire dal PNRR, che investano in questa direzione. I bisogni crescenti di conciliazione vita lavoro non potranno però essere tutti soddisfatti tutti dallo Stato: chiediamo di incentivare, attraverso sgravi e finanziamenti, accordi come questo che devono pilotare una stagione ricca di contrattazione aziendale”.

Francesca Re David, Segretaria Generale FIOM, ha affermato: “Un’adeguata presenza di asili nido risponde ad un diritto fondamentale dei bambini ed è un sostegno molto importante per i genitori che lavorano, in particolare per le donne fortemente penalizzate nel mercato del lavoro. La partecipazione delle imprese e del sindacato, in raccordo con gli enti locali, riprende un percorso che in questo Paese, nella prima fase di realizzazione degli asili nido, ha consentito di accrescerne il numero, rispettandone la qualità, riconoscendo la professionalità e i diritti delle educatrici e degli educatori, e in una relazione positiva con il territorio. Questo è il valore che la Fiom, con la sottoscrizione dell’accordo, riconosce alla scelta di Fincantieri di procedere alla costruzione degli asili nido progressivamente in tutte le sedi”.

Rocco Palombella, Segretario Generale UILM, ha dichiarato: “Un concreto aiuto alle famiglie, per conciliare il lavoro e la vita quotidiana e per dare un forte segnale nella direzione delle pari opportunità e del sostegno della genitorialità. Questo accordo è un atto importante che si inserisce nel solco tracciato dal contratto nazionale dei metalmeccanici e che risponde alle nostre richieste sulla centralità del welfare aziendale per contribuire sia a facilitare i genitori nella gestione dei figli nell’orario lavorativo sia a valorizzare la professionalità dei lavoratori. Un’ottima iniziativa frutto della condivisione e del lavoro che abbiamo portato avanti in questi mesi con l’azienda che rappresenta anche un esempio per tutte le imprese italiane e uno strumento essenziale per il futuro del mondo del lavoro”.

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