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Terremoto in Forza Italia, Lucarelli lascia e sbatte la porta: ignorato dal Sindaco

Cimmino perde un pezzo della sua maggioranza: «Nessuna interlocuzione con il Sindaco, io ignorato»

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Forza Italia


Castellammare di Stabia. «Da quando sono subentrato in consiglio mi sono sentito e mi hanno fatto sentire un corpo estraneo. Nessuna interlocuzione, nessuna risposta ai problemi, grandi e piccoli, che i cittadini sollevano e mi affidano. Un muro di gomma che all’inizio ho attribuito alla mia inesperienza politica ma poi ho compreso essere un metodo di lavoro del Sindaco e del suo cerchio magico». E’ il duro affondo del consigliere comunale Alfonso Lucarelli, subentrato ad Antonio Cimmino (attuale vicesindaco) nella lista di Forza Italia, che annuncia l’uscita dal partito di Berlusconi. E lo fa con un attacco al modus operandi del primo cittadino Gaetano Cimmino, ormai lasciato solo dalla sua stessa maggioranza che inizia a scricchiolare sempre di più ogni giorno che passa mentre si attende il responso del consiglio dei ministri circa lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche.

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La decisione di abbandonare il gruppo di Forza Italia in consiglio comunale arriva «a distanza di pochi mesi dall’insediamento in consiglio comunale – scrive nella nota Lucarelli – avverto l’esigenza di trarre un primo bilancio della mia esperienza amministrativa. Lo avverto – prosegue – come dovere nei confronti di chi mi ha eletto ma non solo. Trarre un bilancio significa rapportarsi con i cittadini, evidenziando criticità e, laddove vi siano, buone prassi del percorso amministrativo». Probabilmente Lucarelli aderirà al Gruppo Misto insieme alla Consigliera Comunale Maresca, la prima eletta in maggioranza a prendere pubblicamente le distanze da questa amministrazione. «Pertanto da oggi ho deciso di sospendermi dal Gruppo di Forza Italia, scelta sofferta ma inevitabile visto il trattamento riservatomi e di conseguenza valutare i provvedimenti di volta in volta che vengono posti alla attenzione ed alla approvazione in Commissione prima e poi in consiglio Comunale. Anteponendo sempre e
comunque il bene della collettività.  Da Oggi – conclude la nota – la mia responsabilità sarà ancora più forte lo devo a chi ha creduto in me, lo devo alla mia amata città». Emilio D’Averio


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Politica

I commissari ordinano la demolizione degli abusi del clan a Faito

Il caso finito anche nella relazione della commissione d’accesso

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Forza Italia

Giù gli abusi nel castagneto della camorra. La commissione straordinaria ordina la demolizione di opere realizzate abusivamente in un terreno su Monte Faito, un tempo gestito da esponenti del clan Di Martino e utilizzato per la coltivazione della cannabis anche dopo la confisca. Uno dei casi finiti delle pagine della commissione d’accesso, tra i motivi di scioglimento dell’amministrazione comunale di centrodestra. Gli ispettori del ministero rilevarono un’incongruenza tra un sopralluogo effettuato dalla polizia municipale e dai carabinieri. Mentre i vigili urbani dichiaravano che i terreni «…erano risultati inaccessibili in quanto situati in zona impervia e montuosa…», gli uomini dell’Arma hanno accertato che invece erano facilmente individuabili e accessibili con autovettura e che su di essi risultano allestiti stalle e ricoveri, all’interno dei quali si trovavano animali di varie razze. Proprio questi manufatti allestiti per il ricovero degli animali saranno abbattuti a spese del Comune.

“E’ emerso che tali beninon sono utilizzabili per alcuna finalità pubblica che contempli un utilizzo da parte di esseri umani, dal momento che trattasi di baraccamenti in lamiera, con struttura mista in ferro e blocchi in lapilcemento, del tutto fatiscenti e privi di ogni requisito statico-strutturale oltre che igienico-sanitario” si legge tra gli atti propedeutici ai lavori di demolizione.

Palazzo Farnese pone l’accento sulla “necessità del ripristino dello stato dei luoghi e del legittimo uso del suolo”, con la possibilità di rivalersi sui trasgressori per il recupero in danno degli esborsi sostenuti.

Per fare ciò verrà individuata una ditta specializzata attraverso trattativa diretta su piattaforma MePa, pescando quindi tra le ditte incaricate solitamente dalla Procura Generale della Repubblica, soprattutto iscritta nella white list della Prefettura Napoli.

Daniele Di Martino

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