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Politica

I terreni del Faito confiscati al boss utilizzati per coltivare marijuana

Per la polizia municipale erano inaccessibili, i carabinieri invece accertarono l’attività illecita

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I terreni confiscati al boss utilizzati per le coltivazioni di marijuana. E’ quanto emerge dalla relazione della commissione d’accesso, che ha decretato lo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare. Uno dei punti affrontati è proprio il tema dei beni confiscati ai clan. In questo caso si parla di terreni di Monte Faito, sul versante stabiese, di proprietà di un esponente del clan Di Martino. Gli ispettori hanno rilevato un’incongruenza tra un sopralluogo effettuato dalla polizia municipale e dai carabinieri. Mentre i vigili urbani dichiaravano che «…erano risultati inaccessibili in quanto situati in zona impervia e montuosa…», gli uomini dell’Arma hanno accertato che i terreni sono facilmente individuabili e accessibili con autovettura e che su di essi risultano allestiti stalle e ricoveri, all’interno dei quali si trovavano animali di varie razze. Ma non solo. Secondo quanto accertato dai militari «l’area è sempre stata gestita dai figli bel boss Di Martino, che hanno continuato a condurvi attività di allevamento e ad utilizzarla come base logistica per la messa a coltura di piantagioni di marijuana, da sempre l’attività più redditizia posta in essere dal clan, come anche dimostrato dagli esiti di recenti attività di polizia giudiziaria».

dadimar


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Politica

ELEZIONI | Reddito di Cittadinanza, proposta di Nora Di Nocera: “Va implementato”

La candidata al Senato per il centrosinistra: “Mantenere una parte del sussidio anche dopo aver trovato lavoro”

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“Il redddito di cittadinanza va implementato e va mantenuto anche dopo aver trovato un lavoro”. E’ la proposta di Nora Di Nocera, candidata per il centrosinistra al Senato per il collegio di Castellammare-Torre, in vista delle elezioni del 25 settembre.

“Il reddito di cittadinanza è una misura sacrosanta che va salvaguardata ed implementata. Il rdc, inoltre, ha permesso a tanti italiani di beneficiare di un reddito in un momento molto complicato per l’intero Paese che ha attraversato la crisi economica e sociale derivante dalla pandemia da Covid – spiega la candidata – Del resto, la storia ci dice che è stato il Partito Democratico ad aver introdotto tale misura come reddito di inclusione, poi diventato reddito di cittadinanza. E’ perciò vero che il reddito viene percepito in Campania e nel Sud Italia in percentuale maggiore rispetto al Nord, ma non penso né che possa condizionare il voto né che sia un disincentivo al lavoro nella nostra regione. Se ci sono dati in tal senso allora dobbiamo inserire la possibilità per i percettori di mantenere una parte del sussidio nel caso in cui trovino un impiego. L’accompagnamento al lavoro è una necessità di cui bisogna discutere, ma parliamo comunque di una misura necessaria di contrasto alla povertà, che ricordo a tutti che non è una colpa. Dati Istat confermano che nel 2020 grazie al reddito di cittadinanza e di emergenza si è evitato che circa un milione di cittadini arrivasse sotto la soglia della povertà assoluta”.

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