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ELEZIONI | Nel Pd c’è spazio solo per big e capibastone, Speranza e Franceschini calati dall’alto

Nel collegio stabiese Saracino capolista alla Camera, il ministro alla cultura al Senato

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C’è spazio solo per i capibastone nelle liste del Pd. La direziona nazionale ha approvato i listini bloccati e non c’è spazio per i territori. Ad esempio, nel collegio dove è compresa anche Castellammare e l’area torrese non figura Nora Di Nocera, vicesegretaria del Pd stabiese, che il segretario regionale Boccia aveva inserito nella lista dei candidabili. A Roma, in pratica, sono stati spazzati via tutti i rappresentati del territorio e calati dall’alto i big. Come ad esempio nel collegio di Napoli (Camera) dove il ministro Speranza è capolista, davanti ai fedelissimi di Mario Casillo, vale a dire Lello Topo e Loredana Raia. Nel collegio stabiese il capolista è Marco Saracino, segretario provinciale del Pd e non poteva essere altrimenti. Dietro di lui sempre Raia e Topo. Nel collegio del Senato il capolista è un altro calato dall’alto: il ministro Dario Franceschini. Seguono Valente, Amendola e Di Fiore.

Tagliati completamente fuori gli uomini del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a cui potrebbe toccare l’indicazione di un candidato all’uninominale, ma in un collegio ritenuto perdente stando agli ultimi sondaggi.

Daniele Di Martino


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ELEZIONI | L’Italia svolta a destra: stravince Giorgia Meloni

La leader di Fratelli d’Italia verso l’incarico da premier

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La coalizione di centrodestra stravince e Giorgia Meloni fa volare Fdi, che infatti è nettamente il primo partito italiano, seguito dal Pd che non sfonda il tetto cercato del 20% e dall’exploit del Movimento Cinque stelle che rimane il terzo partito italiano.

Il centrodestra avanza verso una vittoria netta con una percentuale di coalizione tra il 42 e il 43% dove la parte del leone la fa Fratelli d’Italia che nella prima proiezione per il Senato consolida il suo boom intorno al 25% (24,6% per Opinio Rai; 26% per Swg La 7) mentre la Lega scenderebbe sotto il 10% con una percentuale intorno all’8,5%, tallonata da Forza Italia che è all’8%. Il centrosinistra nel suo insieme raccoglie tra il 26,4% di Opinio per Rai e il 25,4% secondo Swg La7: il Pd scivola sotto il 20% (tra il 18,1 e il 19,4). Si consolida la percentuale tra il 16 e il 17 per M5s, mentre il Terzo Polo è tra il 7,3 e il 7,9%. Giorgia Meloni traina la coalizione vincente e si ritrova con due alleati che viaggiano su percentuali simili: la Lega di Matteo Salvini, se le proiezioni saranno confermate dai dati reali, sarebbe dimezzata rispetto al 17% delle politiche del 2018 e anche Forza Italia subirebbe un crollo rispetto al 14% delle passate elezioni politiche.

Si conferma secondo partito il Pd che può vantare una crescita percentuale rispetto al 18,7% ottenuto dal Partito democratico targato Matteo Renzi nel 2018. Più Europa viaggia intorno al 3%, mentre Verdi-Sinistra possono festeggiare il superamento della soglia del 3%. M5s gioisce per il risultato, molto lontano dall’exploit del 2018 del 32,6%, ma vicino al 17% delle elezioni europee del 2019. La new entry di questa tornata è il terzo Polo di Azione e Italia Viva. “Siamo soddisfatti dei primi risultati. Mi pare che, dati alla mano, gli sconfitti siano Letta e Salvini”, afferma soddisfatta l’ex ministra renziana Maria Elena Boschi. Gioiscono gli alleati del centrodestra in Europa: Marine Le Pen si congratula convinta che “gli italiani hanno dato una lezione di umiltà all’Unione Europea”. “Congratulazioni Giorgia Meloni!”, esulta il premier polacco Mateusz Morawiecki che milita con Fdi all’Eurocamera nell gruppo Ecr.

Crolla invece la Lega tallonata da Forza Italia.

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