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Teatro, omaggio a Viviani a due passi dagli scavi di Varano

Si conclude la rassegna teatrale dell’associazione Allegria

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A conclusione della rassegna assegna estiva 2022, l’Associazione Culturale ALEGRÌA si congeda, quest’anno, con un omaggio a colui che rappresenta probabilmente il più illustre tra gli artisti di nascita stabiese, Raffaele Viviani.

Il 16 settembre, infatti, alle ore 21, al Giardino sulla Storia, location scelta dall’Associazione per il secondo anno di seguito per le attività primaverili ed estive, si terrà un evento particolare, DA VICOLO A ‘O VICO. La serata sarà divisa in due parti: nella prima gli spettatori saranno accompagnati dagli attori, in costumi d’epoca, tra i vari banchetti del vicolo per degustare l’antesignano dell’attuale “street food”; la passeggiata nel vicolo, accompagnata dalle tipiche voci e canzuncelle, terminerà nei pressi del palco, dove la compagnia si cimenterà nella riproduzione di ‘O VICO, la prima delle opere teatrali di Viviani che lo portò al successo.

L’essenza di quello che per la regista, l’attrice, la donna e la stabiese rappresenta Viviani nelle parole di GiuliaConte “Viviani è stato il primo incontro con il teatro, il folgorante “coup de foudre” che ha segnato parte della mia vita. La dodicenne che ero ha imparato con lui a leggere una lingua che è di per sé musica, ma ha anche scoperto un mondo, un mondo di personaggi ormai quasi estinto, ma del quale certamente portiamo addosso l’impronta genetica, un mondo talvolta cinico, talvolta ironico, più spesso aberrante che solo l’arte del commediografo stabiese ha reso più accettabile. Viviani e il teatro sono stati il primo amore, un amore imprescindibile al quale oggi vorrei offrire un doveroso omaggio.

Senza alcuna presunzione mi avvicino al testo forse più conosciuto ma non per questo più facile, arrivarci è stata un’impresa, ma lo faccio solo e soltanto per amore.”

VENERDI 16 SETTEMBRE ORE 21

GIARDINO SULLA STORIA

VARANO VIA PASSEGGIATA ARCHEOLOGICA


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Record di affluenza, la festa della pasta è un successo

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meloni

Il vero amore non scuoce mai è lo slogan stampato sulle shirt delle brigate degli chef nei #PastaPoint di Via Roma che, nelle rispettive postazioni, hanno dato un sapore indimenticabile all’edizione 2022 della Festa della Pasta. E, come non scuociono (purché siano IGP) paccheri, mafaldine e tubetti, proposti ieri con fagioli e cozze, alla Nerano e al polpo, così la golosità di migliaia di avventori ha popolato le quattro postazioni del gusto per poter provare i piatti realizzati dalla seconda tornata di cuochi ospiti dell’evento. 

La Festa della Pasta di Gragnano ha offerto ieri, in una serata da record per affluenza e varietà di spettacoli, manicaretti non solo per il palato ma anche per gli occhi, per lo spirito e per la conoscenza. I gragnanesi tengono alla loro città tutto l’anno – dichiara il Sindaco Aniello D’Auria mentre viene carezzato insieme alla moglie dal romantico e gigantesco uomo di luce in Piazza Amendola – questa kermesse ha soltanto enfatizzato le straordinarie potenzialità di questa città e la sua grande bellezza”. Potenzialità che diventano qualità di fatto dal pomeriggio, quando il MuPaG [Museo della Pasta di Gragnano] diventa salotto culturale per discutere di dieta mediterranea, longevità e metaverso, e poi i portoni culturali, quelli artistici e le strade che di sera, si trasformano in teatro a cielo aperto. 

“La pasta – afferma Carmine Coppola, direttore di medicina interna dell’ospedale cittadino – contiene proprietà in grado di contrastare anche il diabete”. “Non bisogna badare ad allungare la vecchiaia – dichiara, invece, la dottoressa Evelina Flachi, volto noto di Rai 1 – e la dieta mediterranea è funzionale per raggiungere questo traguardo”. La produzione alimentare non può prescindere da adeguati climi e i cambiamenti che stiamo subendo in questi anni stanno modificando anche le coltivazioni. Nel secondo workshop, tenuto dalla conduttrice Veronica Maya, il professor Renato Briganti lancia l’allarme: “bisogna fare qualcosa, l’innalzamento delle temperature ha portato l’Italia a diventare persino produttore di mango, papaya e avocado”. Un viaggio nel futuro, invece, è stato proposto dai relatori dell’incontro sul Metaverso, anche gli avatar mangiano la pasta. “Il Metaverso – Affermano gli esperti Lucio Lamberti, Francesco Proia e Pietro Bonada – consentirà nuove opportunità ad aziende e consumatori di aumentare i profitti, spendere con più oculatezza, risparmiare tempo, ed offrire esperienze di shopping e di consulenza quasi simili a quelle fisiche”.

Non ci sarà, però, nessuna esperienza virtuale che potrà suscitare le emozioni e lo stupore di ogni spettacolo messo in scena fra via Roma, Via Tommaso Sorrentino, Via Pasquale Nastro e Piazza Aubry. Fino a stasera Gragnano sarà davvero la città abitata dagli artisti e questa festa ha dimostrato che quando c’è una buona organizzazione e si mettono in rete risorse e competenze, i progetti, anche quelli folli ed ambiziosi, possono essere realizzati. Mentre degli acrobati volano e danzano su un filo che li tiene sospesi dal campanile della chiesa del Corpus Domini, qualche metro più avanti, in un portone, c’è una messa in scena di una commedia napoletana. La performance, ricavata in un piccolo spazio, di un pianista e di una ballerina, invece, accompagna i turisti a guardare dipinti ed installazioni dove l’assoluta protagonista è la pasta. 

“Non è la festa che ci voleva – afferma un residente di via Castellammare – ma quella che questa città merita. Ai nostri figli dobbiamo far conoscere la nostra terra e instillare in loro il senso di appartenenza proprio come sta riuscendo a fare questo evento”. 

Un’esperienza visiva ed emotiva di grande impatto che stupisce ad ogni passo tanto da faticare a credere che in quei portoni, in quelle finestre e in quei balconi, diventati piccoli teatri, ci abitino e si affaccino quotidianamente delle persone. 

Questa festa, che peraltro ogni giorno accoglie chef stellati che si esibiscono in show cooking magistrali nella tensostruttura “Pasta hub” di Piazza Aldo Moro è davvero per tutti perché abbatte ogni barriera e non soltanto architettonica. Sono soprattutto quelle mentali ad essere sepolte sotto semola ed acqua e colpite duramente dai mattarelli. La pasta è un linguaggio universale per tutti non solo perché è buona ma perché è inclusiva. Mentre Olga, trentaquattrenne nipote di una vecchia fusillara, arrotola attorno al filo di ferro un fusillo fatto a mano, Giulio ed i suoi tanti amici si divertono ad impastare farfalle e penne. Non sono pastai improvvisati, perché fanno corsi durante tutto l’anno, ma stasera è speciale perché la loro disabilità si aggiunge ai già tanti valori di questa kermesse.

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