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Cronaca

Addio Catello, il dolore straziante di prof e compagni di scuola: «Sarai sempre nei nostri cuori»

Si attende il risultato dell’autopsia dopo l’incidente mortale che ha portato via il 16enne di Castellammare

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Parcheggia il motorino, tira fuori una busta con un lumino, lo accende con gli occhi lucidi e lo deposita lì dove sono striscioni e fiori per Catello. E’ un’immagine straziante. Una delle tante del giorno seguente alla tragedia. La strada ha portato via Catello, a soli 16 anni, vittima di un incidente mortale causato dall’impatto del suo scooter con un’auto in corsa lungo la statale agerolina a Gragnano. Rabbia, dolore, incredulità. Sono tanti i messaggi dei compagni dell’Iti Elia, l’istituto che frequentava Catello Longobardi, che venerdì mattina era regolarmente a scuola. Mai avrebbe potuto immaginare il suo destino di lì a poco. Il dolore dei compagni sta tutto su quello striscione lasciato fuori i cancelli dell’istituto: «Sarai lontano dai nostri occhi, ma mai dai nostri cuori…» è il messaggio dedicato a Catello.

Anche la preside Giovanna Giordano si è lasciata andare a una lettera che racconta gli ultimi attimi di vita vissuta del 16enne: «Stamattina il sole splendeva attraverso le grandi finestre delle aule; le nuvole di pioggia erano state spazzate via stanotte, mentre dormivi tranquillo nel tuo letto. Sei venuto a scuola accompagnato da un’aria che pareva primaverile dopo il fresco ottobrino del giorno precedente. E, come al solito, durante la mattinata di lezione, hai atteso il suono della campanella come una liberazione. Sei andato via svelto, senza voltarti, pregustando la libertà del fine settimana come se il lunedì non dovesse ritornare. Coi tuoi 16 anni vivevi in una una dimensione quasi atemporale, assaporavi nel presente l’eternità. Figlio! Sei andato via e non ti vedremo più tornare. I tuoi compagni, i docenti, tutti noi, non ti incontreremo più nei corridoi, in palestra, nei laboratori. La strada ti ha portato via. Un incidente, un attimo… E il cuore è straziato. Catello, figlio nostro, fratello nostro!
Non riusciamo, non possiamo farcene una ragione. Possiamo solo chiedere al Padre di accoglierti nella luce, di donarti la gioia senza fine, di concederti di andare libero per le strade del cielo col sole in viso. Alla tua mamma, al tuo papà, ai tuoi familiari va il nostro abbraccio. Figlio!».

Intanto, si attende l’autopsia sul corpo di Catello. L’intenzione degli investigatori è capire se poteva essere salvato, o meglio se i soccorsi sono stati tardivi o meno. Qualcosa che in ogni caso non potrà cancellare il dolore straziante.

Daniele Di Martino


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