Politica
Il sindaco di Pompei Lo Sapio alla conquista di Castellammare
Carmine Lo Sapio va alla conquista di Castellammare di Stabia. Ormai non è più un mistero l’opera espansionistica del sindaco di Pompei, che sta pian piano mettendo le mani sui simboli stabiesi, approfittando del vuoto politico di Palazzo Farnese.
D’altronde, uno dei suoi primi atti da primo cittadino è stato chiedere ad autostrade il cambio del nome all’uscita del casello di Castellammare, “perché ricade nel territorio di Pompei”. Ha poi firmato un protocollo con il porto turistico di via De Gasperi facendo diventare “Marina di Stabia” “Porto di Pompei”, con tanto di agevolazione per i turisti che risiedono nelle strutture ricettive pompeiane (contrariamente ai turisti “stabiesi”).
Ma la missione espansionistica di Lo Sapio non finisce qui. Il sindaco di Pompei si è “impossessato” perfino dei “Fratelli Abbagnale”, i fratelloni d’Italia che con il Circolo Nautico Stabia hanno vinto mondiali e medaglie olimpioniche tra gli anni ’80 e ’90, approfittando delle sole origini legate a un territorio di confine (Messigno) tra Pompei e Castellammare.
L’ultima iniziativa di espansione è legata a una tradizione tutta stabiese, quella dei falò dell’Immacolata. La sfida di Lo Sapio è stata quella di autorizzare (contrariamente a tutti gli altri) un fucaracchio di quartiere, vale a dire quello di Ponte Persica, in una zona di confine.
A questo punto una domanda è lecita: Lo Sapio è pronto a proporsi come sindaco di Castellammare? Di sicuro, approfittando del vuoto politico generato dallo scioglimento per infiltrazioni camorristiche, il sindaco di Pompei sta mettendo le mani sui simboli e sulle tradizioni di Castellammare. E grazie al suo riferimento politico, Mario Casillo, potrebbe anche riuscirci a ritagliarsi un ruolo importante. A meno che non punti veramente a candidarsi a sindaco. D’altronde San Catello è il santo patrono dei forestieri e di sindaci “non stabiesi” ce ne sono già stati.
Daniele Di Martino

