Elezioni: il campo “larghissimo” già si sfalda, prime crepe nel centrosinistra

Prime crepe nel centrosinistra.Si spacca il fronte del campo "larghissimo" voluto dal Partito Democratica.

Italia Viva e Sinistra Italia già mostrano i muscoli e firmano un documento "autonomo" con i Democratici e Progressisti.C'è evidentemente qualcosa che non va.

Anche perché il documento firmato dai tre partiti ha più o meno lo stesso tenore di quello firmato invece da 9 liste (compresi Pd e Cinque Stelle), puntando i riflettori sempre sulle risorse Pnrr a rischio.Questa volta Italia Viva, Sinistra Italia e Democratici e Progressisti hanno fatto appello ai parlamentari di zona per cercare di salvare 25 milioni di euro destinati a Castellammare di Stabia.

Ma sembra anche un modo e un segnale inviato al Pd per dire: "I giochi non sono ancora chiusi".Il campo "larghissimo" a nove liste aveva impressionato tutti, ma ora questa battuta d'arresto fa capire che ancora nulla è scontato.

C'è una parte della sinistra che ora mostra i muscoli.Probabilmente qualche tensione si è creata per la mancata convocazione sul tavolo del campo "larghissimo" del movimento Democratici e Progressisti, che per intenderci fa riferimento all'ex sindaco Salvatore Vozza.

Evidentemente la scelta di non coinvolgere un movimento vicinissimo al Pd ha generato tensioni.E il risultato è stato di un documento "autonomo" di tre partiti che si sono staccati dal centrosinistra originario.

Forse c'è ancora tanto da lavorare per raggiungere gli equilibri nel campo "larghissimo", sempre se resti tale. Daniele Di Martino

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