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Antonio Sicignano ricorda La Mura

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Sicignano

A pochi giorni dalla morte del presidente di Marina di Stabia La Mura arriva il sentito ricordo dell’ex consigliere Antonio Sicignano

“Diceva un mio carissimo amico sacerdote: una volta abbassato il sipario, si può esprimere un giudizio sereno su una persona cara.Oggi, con il cuore colmo di emozioni, mi trovo a esprimere alcuni pensieri su Gianni La Mura, più volte sindaco di Castellammare, nonché assessore regionale, e ora presidente di Marina di Stabia, scomparso qualche giorno fa.

Come disse Cesare Pavese: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via.Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.” Ecco, Gianni era parte di quel “paese” per molti di noi, una presenza che per anni ha saputo rendere ogni confronto più ricco e significativo.

Ho conosciuto Giovanni La Mura circa 45 anni fa.All’epoca ero un giovane ventenne del quartiere Quisisana, appena affacciatomi alla politica.

Iniziai frequentando la sezione del Partito Comunista “Di Vittorio” di Quisisana, ma fu una breve esperienza.Poco dopo, mi avvicinai al Partito Socialista di Castellammare di Stabia, militando nella sua componente di sinistra.

Durante quei primi passi nella politica, rimasi profondamente affascinato dai direttivi di partito: ma devo ammettere che tra i compagni (così ci chiamavamo) nessuno mi colpì quanto Gianni La Mura.Ascoltarlo era come assistere a uno spettacolo di fuochi d’artificio: interventi accesi, brillanti, sempre con un finale travolgente e incandescente.

Fu proprio questa sua forza oratoria a spingermi a lasciare la componente di sinistra per avvicinarmi a quella più moderata, da lui rappresentata.Così ebbe inizio la mia militanza nel Partito Socialista filo-craxiano.

La mia esperienza politica nella componente guidata da Gianni si trasformò ben presto in una vera amicizia, sia con lui che con Emilio Duilio, un legame che è durato oltre trent’anni.Ogni sera, verso le 19, ci ritrovavamo nello studio di Gianni, in via Denza, per parlare di politica.

Devo ammettere che non sempre ero d’accordo con le loro posizioni politiche, ma quelle discussioni rappresentavano per me un momento di grande crescita e confronto.In questi anni ho potuto assistere all’ascesa di un politico di alto profilo, che aveva portato Castellammare nelle stanze che contano; non si offenda nessuno, essendo il mio discorso generale e non specifico, ma attualmente la politica locale fa anticamera per incontrare gli esponenti regionali che contano; lui invece era l’esponente regionale che conta.

Poi – come noto – c’è stato tangentopoli e tutto è cambiato.Ricordo che, all’alba della nascita di Forza Italia, chiesi sia a Gianni che a Emilio di aderire al nuovo partito, visto il declino del Partito Socialista e considerato che una grossa componente socialista aveva aderito al partito di Berlusconi.

La mia proposta, però, non fu accolta, e negli anni successivi presi quella strada da solo.Con il tempo, come spesso accade, gli impegni di ognuno di noi e le divergenze politiche ci portarono ad allontanarci, ma non vennero mai meno il rispetto e l’affetto reciproco.

Anche quando ho ricoperto più volte il ruolo di Consigliere Comunale di Castellammare di Stabia per il centrodestra, la stima per Gianni La Mura è sempre rimasta intatta.Spesso ci siamo confrontati su aspetti della politica locale.

Lui oramai aveva preso un’altra strada, le sue iniziative erano per Marina di Stabia ma io sono sicuro che il suo cuore era per la politica.Oggi, con profondo dolore, rivolgo le mie più sentite condoglianze alla famiglia di Giovanni e a tutti coloro che gli hanno voluto bene.

Come scrisse Antoine de Saint-Exupéry: “Amare non è guardarsi l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione.” È quello che abbiamo fatto per tanti anni, condividendo sogni e visioni per la nostra città.Buon viaggio, amico mio”

 

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