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Castellammare, Base Popolare a Vicinanza “ Sulle Antiche Terme serve chiarezza”

Un consiglio comunale ad hoc

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Antiche terme

E’ stata protocollata questa mattina la richiesta da parte di Base Popolare Democratici e Progressisti di un consiglio comunale ad hoc per fare chiarezza sul futuro delle Antiche Terme.

Al confronto in aula il consigliere Maurizio Apuzzo chiama il primo cittadino

“Dopo 40 mesi, dopo i 12 mln di euro assegnati per le Antiche Terme – scrive il gruppo politico che in Consiglio Comunale è rappresentato dal Dottor Maurizio Apuzzo – servono verità e chiarezza: non possiamo sprecare questa nuova possibilità di riprendere la strada del rilancio del settore TERMALE.

Avanziamo interrogativi e chiediamo che vi sia un approfondimento sulle procedure adottate per il progetto “Antiche Terme”. Il documento di indirizzo della progettazione (DIP) appare lacunoso, emerge che non sono state effettuate indagini e non è stata adottala la suddivisione dell’appalto. Le risposte degli uffici alle domande poste con una nostra precedente interrogazione non ci appaino adeguate a dissipare le perplessità sollevate oltre che in questi mesi anche durante la gestione della Commissione Straordinaria.  Al di là di tante parole i fatti ci dicono che a distanza di 40 mesi dal finanziamento di 12 milioni (delibera CIPE  8 agosto22), non riusciamo ancora a indire la gara!  Non è stato possibile, oltre che per i ritardi della società di progettazione e per le osservazioni della Soprintendenza, perché è mancato un chiaro indirizzo sulla funzione da assegnare alle Antiche Terme per il rilancio del termalismo.  La tutela e il recupero, inoltre, per dare forza alla sfida di riprendere il cammino interrotto, delle nostre sorgenti”. Base Popolare è preoccupata per il rischio di perdere il finanziamento, e per questo nell’interesse della città chiede “che questa preoccupazione possa essere dissipata”.

Allo stato emerge che:

– il progetto prevede un investimento di 18 mln di euro e dovrebbe essere realizzato in due lotti. Il primo finanziato con i 12 mln assegnati, e il secondo lotto per 6 mln di euro allo stato non disponibili;

– non è previsto il recupero, come comunicato dall’EAV al Comune, della stazione adiacente alle Terme della circumvesuviana;

– dello stabilimento dell’Acetosella, per il quale per un pezzo di proprietà abbiamo speso all’asta 700 mila euro, non si fa più parola.

La nota dirigenziale del18.11.25 sul progetto “Antiche Terme” fa emergere questioni che richiedono un serio approfondimento amministrativo, in dalle scelte compiute dalla commissione straordinaria.

Il recupero delle A. Terme ha un valore strategico per il futuro della città, si tratta un complesso immobiliare storico vincolato e in stato di degrado. Recuperato e poi vandalizzato senza mai entrare in funzione. Oggi non possiamo sbagliare.

Emerge, invece, a nostro avviso un quadro preoccupante, fatto di: semplificazioni improprie, omissioni normative, affermazioni tecniche non corrette, giustificazioni che sembrano costruite per coprire lacune procedurali.

E, soprattutto, ciò che appare più grave è la totale assenza di una visione unitaria e seria della progettazione di un bene storico complesso e fragile.

Sul DIP, documento trattato come un atto qualunque, si afferma che non necessiti di alcuna validazione, come se ciò bastasse a esonerare l’amministrazione dall’obbligo di redigere un documento completo, approfondito e tecnicamente fondato.

La legge non esige la “validazione” del DIP, ma esige molto di più: che sia coerente, supportato da indagini preliminari, tecnicamente fondato, e che consenta una progettazione seria e basata su dati, non su supposizioni.

Un bene come le Antiche Terme non può essere descritto con sopralluoghi “visivi” e rilievi sommari, come invece emerge dalla nota.

Occorrevano saggi strutturali, verifiche statiche, indagini impiantistiche, rilievi aggiornati delle patologie edilizie, analisi dei dissesti.

Nulla di tutto questo risulta eseguito, e non perché non servisse.

Ci troviamo dunque di fronte a un DIP che non è un documento di indirizzo, ma appare solo una fotografia approssimativa, che rinvia tutto alla fase successiva.

Una modalità che la giurisprudenza considera il principale fattore di varianti, contenziosi, allungamento dei tempi e spreco di risorse pubbliche.

L’Ente ammette che il DIP può essere impreciso, lacunoso, addirittura lontano dalla realtà del manufatto.

Questo equivale a dire: “Non sappiamo in che stato siano le Antiche Terme, ma procediamo lo stesso”.

È un approccio che non possiamo condividere e che ci preoccupa.

La nota, inoltre, non considera quanto previsto dall’art. 51 del Codice dei Contratti, che impone di suddividere gli appalti in lotti o, quantomeno, di motivare in modo specifico la scelta contraria.

Uno dei complessi termali storici più articolati del Mezzogiorno, viene trattato come un’opera monolitica, accorpando, rilievi, indagini, consolidamento strutturale, restauro architettonico, impiantistica, messa in sicurezza.

Tutto insieme: un unico appalto e un unico operatore.

La giurisprudenza a noi sembra netta: senza motivazione, la mancata suddivisione è illegittima.

La motivazione della scelta fatta semplicemente non c’è, e anche questo aspetto rafforza il quadro preoccupante che, con spirito costruttivo, da sempre abbiamo provato a segnalare

Il progetto delle Antiche Terme, così impostato, presenta rischi elevatissimi:

– rischio di varianti;

– rischio di contenziosi;

– rischio di aumento dei costi;

– rischio di inidoneità progettuale;

– rischio di perdita del finanziamento;

– rischio di responsabilità erariali.

Le Antiche Terme non meritano scorciatoie, semplificazioni o risposte evasive.

Meritano uno sforzo in più, un’attenzione e azioni che evitino scorciatoie superficiali.

Soprattutto in presenza di un settore da rilanciare, Castellammare è assente nel campo del termalismo nazionale da 10 anni. Le risorse pubbliche assegnate, utili   per vincere la sfida di riaprire questa prospettiva, impongono obblighi stringenti e un progetto che ancora manca.

Anche su questo,

Per queste ragioni insieme a queste considerazioni, avanziamo la richiesta che si convochi con urgenza il Consiglio Comunale, che si apra una discussione con le forze sociali, con chi opera in questo settore”.

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