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Carta d’identità cartacea, addio il 3 agosto 2026: ancora milioni da sostituire. Il futuro è digitale, ma il Sud arranca
A partire dal 3 agosto 2026, la carta d’identità cartacea perderà ogni validità, anche se riporta una scadenza più lontana. È l’ultimo atto di un processo avviato anni fa, culminato con il decreto sul “Riordino dei certificati” e con la circolare del Ministero dell’Interno n. 76/2025, che hanno dato un’accelerazione decisiva alla diffusione della Cie 3.0, la versione elettronica del documento. Eppure, a meno di otto mesi dalla scadenza, si stima che tra i 5 e i 12 milioni di cittadini, compresi molti italiani residenti all’estero, non abbiano ancora effettuato il passaggio. Il cambiamento è netto: dal 3 agosto 2026 i Comuni non potranno più emettere documenti cartacei, nemmeno in casi di urgenza. Le vecchie carte d’identità non saranno più accettate per viaggi nell’area Schengen, accesso a uffici pubblici, banche, app come IO o per ricevere bonus statali. In pratica, saranno inutilizzabili tanto per l’espatrio quanto per l’identificazione interna. La Cie 3.0, che ha un costo di circa 22 euro e una validità decennale, integra un microchip biometrico ed è pensata per dialogare con servizi come lo SPID, il Fascicolo Sanitario Elettronico e i pagamenti digitali. La procedura di rilascio è semplice e si articola in tre passaggi: verifica della propria situazione su www.interno.gov.it o tramite l’app Cie ID; prenotazione al Comune di residenza (tramite Agenda Cie); consegna di foto, impronte e codice fiscale, con spedizione a domicilio in 6-10 giorni. I dati indicano un aumento del 23% annuo nei rilasci, ma la soglia dei milioni di carte cartacee ancora attive impone un’accelerazione. In regioni come la Campania, dove solo il 60% dei Comuni risulta attrezzato per il rilascio, il rischio è che il digital divide ostacoli la transizione. Particolarmente esposti gli over 65, spesso meno avvezzi all’uso delle tecnologie e alle procedure online. Il passaggio alla Cie, però, è anche un’occasione: riduzione dei costi per lo Stato (stimati in 200 milioni l’anno), maggiore sicurezza nei documenti e accesso più semplice a servizi pubblici digitali. Il Garante europeo per la privacy ha già confermato la piena conformità del nuovo sistema agli standard comunitari. L’obiettivo è ambizioso: raggiungere il 90% di cittadini con Cie entro il 2027. Ma senza una campagna capillare nei territori più in ritardo, il rischio è quello di file interminabili nelle anagrafi comunali nell’estate del 2026. Il consiglio, dunque, è uno solo: controlla la tua carta d’identità e prenota il rinnovo quanto prima. La nuova Italia digitale inizia da un documento in tasca ma il tempo stringe.

