Politica
Castellammare, quando Vicinanza si schierò con Oscurato. Ora chiede chiarezza alla magistratura
Castellammare. L’ex consigliere Oscurato indagato per concorso esterno, il sindaco Vicinanza prende ancora le distanze. Una pratica che rischia di rivelarsi tardiva, alla luce di un intervento in consiglio comunale in difesa del politico finito sotto la lente della Procura Antimafia.
“Ribadisco la piena e totale fiducia nel lavoro della magistratura e del lavoro delle forze dell’ordine, affinché le indagini facciano il loro corso fino in fondo. Castellammare di Stabia vuole chiudere definitivamente con la camorra, che da troppo tempo tenta di condizionare la vita della città. Per questo serve piena chiarezza, senza sconti per nessuno, nell’interesse della verità, della legalità e della dignità della nostra comunità” – è quanto dichiara Luigi Vicinanza, sindaco di Castellammare di Stabia in merito all’indagine della DDA che ha coinvolto l’ex consigliere comunale Gennaro Oscurato.
Eppure, appena il 28 luglio scorso, la posizione di Vicinanza era diametralmente opposta a quella attuale. Certo, non era ancora nota l’intercettazione tra il consigliere Oscurato il cassiere del clan Michele Abbruzzese, né tantomeno risultava indagato lo stesso Oscurato. Ma era comunque al centro delle polemiche per la sua parentela con esponenti del clan D’Alessandro recentemente destinatari di misure cautelari su richiesta dell’antimafia napoletana.
“Mi prendo la responsabilità di ciò che dico – si legge nel resoconto testuale del consiglio comunale del 28 luglio – Sono sufficientemente adulto per prendermi la responsabilità di ciò che dico. Naturalmente ha detto che il reato di parentela non è previsto dal nostro codice civile, non è previsto caro consigliere Oscurato, per cui non c’è nessun reato che grava sulla tua testa. Tu siedi in questo Consiglio tranquillamente. E, d’altra parte, non esiste il reato di parentela né per le parentele larghe, né tanto meno per le parentele più strette” dichiarò pubblicamente il sindaco. Salvo poi fare marcia indietro qualche settimana dopo. Una presa di distanza tardiva.

