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Castellammare, Stabia Unica “La Città è ferma”

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Il dibattito intorno a quanto sta accadendo in città non si ferma. A far sentire la sua voce è Stabia Unica che scrive: “C’è un limite oltre il quale la politica potrebbe smettere di essere arte del compromesso per scivolare verso dinamiche che ricordano il cinismo. A Castellammare di Stabia, quel limite sembrerebbe essere stato messo duramente alla prova. Le recenti e pesanti dichiarazioni di Sandro Ruotolo non appaiono solo come l’atto d’accusa di un ex consigliere, ma assumono i contorni di una sofferta analisi politica su un’amministrazione che parrebbe aver puntato troppo su slogan d’effetto a scapito della chiarezza.
Il dubbio sulla “doppia fase”
Il cuore della questione risiede in quella che Ruotolo definisce una “doppia fase”. Se venisse confermato il quadro di un elenco di “impresentabili” stilato per ragioni d’immagine e poi messo da parte per esigenze elettorali, ci troveremmo di fronte a un’operazione che minerebbe alla base la fiducia dei cittadini. Se un Sindaco dovesse trovarsi nella condizione di non poter smentire simili ricostruzioni, ne risulterebbe una ferita profonda per la credibilità delle istituzioni.
Scegliere di accogliere ampie coalizioni ignorando, secondo quanto riportato, i moniti di parlamentari e del proprio partito, potrebbe non essere visto come pragmatismo, ma come un eccesso di sicurezza. Il rischio è la presunzione di poter gestire dinamiche complesse credendo che la propria reputazione basti a neutralizzare consensi potenzialmente ambigui. Ma la politica, specialmente in contesti difficili, lascia poco spazio alle sfumature: l’ambiguità rischia di trasformare l’argine in un varco.
Il peso della coerenza
Il Sindaco Luigi Vicinanza ha improntato la sua comunicazione sul ruolo di “baluardo della legalità”. Tuttavia, la legalità deve riflettersi in una pratica quotidiana che si misura anche attraverso la scelta dei compagni di viaggio. Un baluardo efficace dovrebbe selezionare, vigilare e, dove necessario, prendere le distanze in modo netto. Alcune immagini d’aula e flussi elettorali che sembrerebbero concentrarsi in quartieri particolarmente complessi delineano una realtà che appare stridere con le narrative ufficiali.
Questa amministrazione sembrerebbe muoversi con una sicurezza che alcuni leggono come arroganza: l’idea che la caratura del Primo Cittadino possa, da sola, bilanciare le contraddizioni di una maggioranza estremamente eterogenea. È un approccio che rischia di generare isolamento e una difficoltà nel dare alla città una prospettiva di sviluppo chiara. Il timore è che un’amministrazione che si trovasse a dover chiarire costantemente le proprie opacità possa non avere la serenità necessaria per disegnare il futuro.
Le conseguenze per la città
Mentre il dibattito pubblico si concentra su queste ombre e sulla ricerca di giustificazioni, Castellammare appare ferma. Il rischio è che la difficoltà nel generare crescita e attrarre investimenti sani possa essere la conseguenza di una sorta di “paralisi etica”. Un’amministrazione che dovesse trovarsi a mediare continuamente con i propri sostenitori su temi così sensibili potrebbe mancare della lucidità necessaria per le sfide strategiche del territorio.
Un appello alla chiarezza
Il richiamo di Ruotolo al PD per una valutazione sulla permanenza in maggioranza appare oggi come un’istanza di chiarezza non più rimandabile per la dignità della città. Castellammare non può permettersi il silenzio della sua parte produttiva e intellettuale; ha bisogno di una trasparenza documentata.
Il Sindaco Vicinanza ha l’opportunità, e il dovere, di rispondere non con la retorica del “fango”, ma con i fatti e con scelte politiche inequivocabili. La responsabilità di questa fase ricade inevitabilmente sulla guida dell’amministrazione. Non basterebbero i proclami di facciata a fugare il dubbio che certi equilibri siano nati da compromessi difficili da sostenere. Se il prezzo della vittoria fosse stato l’apertura a realtà che dovrebbero restare ai margini della vita pubblica, l’amministrazione rischierebbe di non essere un baluardo, ma un elemento di fragilità. Sacrificare la coerenza sull’altare della stabilità politica non aiuterebbe Castellammare a guardare avanti, ma potrebbe condannarla a restare legata a dinamiche che la città sperava di aver superato”

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