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Divieto di pubblicità nel gambling in Italia nel 2026: funziona ancora?

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Il divieto totale di pubblicità del gioco d’azzardo introdotto con il Decreto Dignità nel 2019 rappresenta tuttora l’elemento più controverso del framework regolatorio italiano. Nel 2026, a sei anni dall’entrata in vigore, il settore si trova davanti a un paradosso: la norma non solo non ha ridotto il consumo di gioco, ma ha alterato gli equilibri competitivi, spingendo una parte crescente di utenti verso siti internazionali non AAMS per scommesse e casinò, canali difficili da monitorare ma sempre più tecnicamente avanzati.

L’obiettivo originario, protezione dei consumatori, riduzione dell’azzardo problematico, controllo dei flussi economici, è rimasto in gran parte sulla carta, mentre l’ecosistema digitale ha continuato a evolversi con dinamiche molto più rapide delle normative. Il risultato è un mercato frammentato: forte conformismo nel perimetro regolamentato, enorme espansione dei siti scommesse non AAMS, e investimenti significativi dei giocatori più esperti in piattaforme ad alta liquidità e tecnologie decentralizzate.

Come affiliati e operatori hanno approvato il divieto

Una delle risposte inattese al divieto è stata la sorprendente reazione dell’industria. Due categorie, in particolare, hanno accolto l’imposizione normativa con pragmatismo:

  1. Gli operatori AAMS hanno visto nel divieto un’occasione per consolidare la posizione dei brand già affermati. In assenza di pubblicità, il fattore dominante diventa la riconoscibilità preesistente. I concessionari con anni di presenza sul mercato hanno mantenuto quote rilevanti, mentre i nuovi entranti sono rimasti penalizzati.
  2. Gli affiliati, paradossalmente, hanno sfruttato il divieto come vantaggio competitivo. Eliminata la pubblicità istituzionale, il traffico organico derivante da contenuti editoriali e comparatori di quote è diventato più prezioso. Il mercato dell’affiliazione ha vissuto un aumento dei margini, soprattutto su funnel informativi e SEO “bianca”.

Il fenomeno più rilevante, tuttavia, è stata la crescita massiccia dell’interesse per le scommesse non AAMS. Senza canali pubblicitari da presidiare, gli operatori regolamentati hanno perso capacità di intercepting sugli utenti tech‑savvy, mentre i player internazionali, anche grazie a contenuti informativi come quelli dedicati ai metodi di pagamento su Winnita Casino, hanno continuato ad attrarre pubblico tramite canali globali non soggetti al divieto italiano.

Questa dinamica si è intensificata anche in relazione alla riforma concessoria del 2026, che ha ridotto drasticamente il numero di licenze italiane e spinto molti utenti a cercare alternative tecnicamente più ampie e meno limitanti.

Vantaggi per gli utenti derivanti dal divieto

Dal punto di vista degli utenti, il divieto di pubblicità ha prodotto un effetto collaterale interessante: la maggiore autonomia informativa. Non essendoci più messaggi promozionali onnipresenti, i consumatori si affidano maggiormente a:

  • comparatori indipendenti
  • community tecniche
  • data analyst e content specialist
  • piattaforme internazionali orientate alla trasparenza delle quote

Questo ha creato un ecosistema in cui l’utente più preparato tende a valutare aspetti come pricing, liquidità, commissioni, payout effettivo e limiti per i giocatori vincenti. È proprio in questo spazio comparativo che i siti scommesse non AAMS sono riusciti a ritagliarsi una reputazione favorevole, offrendo linee di betting più profonde e sistemi di stake management meno restrittivi.

Un aspetto spesso dimenticato nelle discussioni regolatorie è che la mancanza di pubblicità ha reso il mercato più competitivo sul piano tecnico, non su quello commerciale. Gli utenti avanzati hanno iniziato a privilegiare piattaforme che offrono:

  • mercati asiatici ad alta liquidità
  • modelli di quota con margini più ridotti
  • payout immediati
  • strumenti avanzati per live trading
  • exchange e market-making peer-to-peer

Caratteristiche spesso più presenti nei contesti di scommesse non AAMS, dove l’innovazione di prodotto ha un ciclo di implementazione più rapido.

In modo quasi involontario, quindi, il divieto ha favorito una migrazione selettiva di utenti esperti verso ambienti più tecnici e aperti, contribuendo alla crescita costante dei siti scommesse non AAMS negli ultimi tre anni.

DDL Dignità nel 2026: funziona ancora?

Per valutare se il divieto sia ancora efficace, bisogna analizzare tre indicatori chiave:

  1. consumo complessivo di gioco
     I dati Consob e ADM mostrano che il volume lordo del gioco online continua a crescere con un tasso superiore al 10% annuo dal 2020. Il divieto non ha rallentato la domanda complessiva.
  2. migrazione verso mercati esterni
     Le analisi di operatori privati e agenzie di monitoraggio del traffico evidenziano un incremento a doppia cifra nelle ricerche correlate ai siti scommesse non AAMS, segno di una crescente attenzione verso l’offerta internazionale.
  3. protezione dei consumatori
     Senza pubblicità, gli utenti meno informati non vengono realmente “protetti”, ma piuttosto catapultati in un mercato meno trasparente, dove la conoscenza tecnica diventa un fattore critico per distinguere operatori seri da piattaforme opportunistiche.

Il divieto, quindi, “funziona” solo dal punto di vista comunicativo, ma non raggiunge gli obiettivi strutturali per cui era stato introdotto.

Cosa dovrebbe fare l’autorità di regolamentazione nel 2026

Per mantenere la politica di divieto senza continuare a perdere utenti verso l’estero, il regolatore italiano dovrà compiere un’evoluzione sostanziale. La priorità non può più essere il divieto in sé, ma la sua integrazione in un framework moderno e coerente con il mercato globale.

Le possibili linee di intervento includono:

  • Riforma del modello concessorio, con licenze più leggere ma più numerose, per evitare di lasciare spazio competitivo solo ai player esteri.
  • Maggiore trasparenza sui limiti imposti ai giocatori, uno dei motivi principali che spinge gli utenti verso le scommesse non AAMS.
  • Riconoscimento dei modelli di betting avanzato, come Asian Handicap, exchange e liquidity pool, oggi più sviluppati nei mercati internazionali.
  • Campagne istituzionali non commerciali, focalizzate sulla sicurezza e non sulla promozione.
  • Integrazione delle tecnologie blockchain per tracciabilità, antifrode e auditing, ambiti in cui numerosi operatori esteri sono già più avanzati.

Se il divieto rimarrà isolato e non accompagnato da innovazioni normative, continuerà a generare un effetto di spinta verso i siti scommesse non AAMS, rendendo sempre più difficile per l’Italia mantenere un controllo effettivo sul settore.

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Fincantieri, il ceo Folgiero: “A Castellammare navi militari, non solo tronconi”

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“Abbiamo valutato la possibilità di riconoscere agli azionisti una cedola già dal 2028, sul bilancio 2027”. Lo ha annunciato Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri, in una intervista al Corriere della Sera, spiegando che “nei prossimi sei mesi prevediamo di acquisire circa 5 miliardi di euro di commesse nel settore della difesa, con un carico di lavoro che comporterà la necessità di raddoppiare la capacità produttiva militare nei cantieri italiani”.

Sui tempi e le modalità, il ceo ha spiegato: “Possiamo ottenere questo aumento grazie ad un principio di vasi comunicanti e con tempi che non richiedono la costruzione di nuovi cantieri. Lo possiamo fare perché abbiamo complessivamente 18 cantieri e il piano prevede una redistribuzione della capacità produttiva, così riassumibile: saturare il cantiere di La Spezia che è il cuore della produzione di navi militari, dove concentreremo la costruzione del programma Fremm, l’eccedenza di lavoro verrà trasferita a Castellammare di Stabia che si trasformerà in un cantiere dove curare dallo scafo alla consegna di navi militari e non solo tronconi come in passato. Da questa decisione discende la scelta di spostare negli impianti in Romania la realizzazione di tronconi di scafo destinati alle navi da crociera. Il tassello conclusivo è il conseguente trasferimento delle produzioni speciali (navi da lavoro e piattaforme offshore, ndr) dalla Romania nei nostri cantieri in Vietnam”.

Un’operazione che si tradurrà, secondo Folgiero, in “un consistente miglioramento dell’efficienza operativa e della marginalità, sia grazie all’aumento della capacità produttiva nel settore difesa, sia al fatto che, trasferendo dall’Italia alla Romania la costruzione di grandi blocchi di acciaio, destinati alle navi da crociera, il costo orario di produzione diminuisce. Il risultato è che l’attività di costruzione per il settore cruise migliorerà ancora i margini. Il livello di indebitamento si ridurrà significativamente entro il 2030 grazie a una crescita media annua dei ricavi dell’8% e a un aumento del 90% del margine operativo rispetto al 2025”.

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Pompei, protesta delle guide turistiche. Spunta una lettera con minacce al direttore Zuchtriegel

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“I beni culturali non hanno padroni”. È il contenuto di uno degli striscioni posti all’esterno degli scavi di Pompei, nella zona di piazza Esedra, dove questa mattina, venerdì 13 febbraio, si è svolto un presidio promosso dalle guide turistiche aderenti alle principali sigle di categoria, scesi in campo per protestare contro la decisione della direzione del Parco archeologico di eliminare la postazione a loro dedicata. Un’iniziativa che ha visto la partecipazione di diverse centinaia di operatori: l’obiettivo annunciato dai manifestanti è quello di aprire un tavolo di concertazione con la direzione del Parco. “Quando abbiamo chiesto spiegazioni – dice Susy Martire, presidente dell’associazione Guide turistiche Campania – non ci sono state date. Solo successivamente, con dichiarazioni rese alla stampa, il direttore ha sottolineato che l’obiettivo è di internalizzare il servizio”. È comparso anche un ‘manifesto funebre’ nel quale si evidenzia la morte delle “postazioni delle guide turistiche da generazioni al servizio dei visitatori”, e a darne l’annuncio – è stato scritto ironicamente -“il soprintendente di Pompei“. E ancora: “Il funerale è stato celebrato in forma privata e dopo le esequie le guide sono state accompagnate all’uscita. Si dispensa da ogni concertazione”.

“Chiediamo di aprire il dialogo – afferma Luana Di Tuoro, segretario generale Filcams Cgil Napoli e Campania – su una decisione che ha eliminato una regolamentazione voluta oltre 15 anni fa proprio per ottimizzare il servizio delle guide autorizzate. Nei prossimi giorni, se persisterà la mancanza di risposte ufficiali da parte del parco, chiederemo l’intervento del prefetto di Napoli”. Nessun disagio per i tanti turisti presenti all’ingresso di piazza Esedra, molti dei quali sono apparsi incuriositi ma non infastiditi. C’è chi ha chiesto informazioni prima di entrare nel sito, ma nessuno è rimasto bloccato dalle guide. “Ci dispiace – sottolinea Paolo Mazzarella, presidente di Confguide Confcommercio Campania – che ci sia stato tolto il diritto alla parola. Nessun annuncio ufficiale, nessuna interlocuzione. Siamo basiti per il modo in cui siamo stati trattati dal direttore, che ha gettato fango sulle parti in causa e ha dimostrato di gestire un bene importante come gli scavi di Pompei come fosse una sua proprietà”.

Sulla vicenda è stato presentato ricorso al Tar Campania per provare ad ottenere la sospensiva del provvedimento: la discussione è in programma il 4 marzo. Poche ore prima del presidio, è venuta fuori la notizia di una lettera con minacce e insulti indirizzata a Gabriel Zuchtriegel, in cui si usano parole pesanti come “lager” e “razza eletta” e frasi del tipo “la storia porta in sé la condanna e la pena per ogni tiranno”, missiva contro la quale il direttore ha annunciato che presenterà denuncia. Sul caso è intervenuta la presidente associazione Guide turistiche Campania: “Confermiamo in toto le ragioni alla base del presidio – spiega Martire – ma allo stesso tempo prendiamo le distanze da chi usa termini e modi che non ci rappresentano. Siamo convinti di essere dalla parte della ragione ma condanniamo chi usa atteggiamenti sbagliati per provare a fare valere le proprie ragioni”.

“Credo che alla fine questo cambiamento farà bene a tutti, incluse le guide”. A dirlo è il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, in merito alla protesta delle guide turistiche. “Quando ho iniziato a Paestum – ha aggiunto Zuchtriegel – mi veniva rinfacciato di aver lavorato come guida in precedenza, come se questo fosse squalificante. Invece è un lavoro difficile, bellissimo e importante e il Parco si impegnerà anche in futuro affinché le guide che lavorano con grande professionalità trovino le migliori condizioni possibili. Proprio in queste settimane al Parco si sta svolgendo un corso di aggiornamento e formazione per le guide, molto seguito, e questo ci rende felici”.

In relazione al presidio delle guide private a Pompei, il Parco Archeologico ha precisato che era nato nel 2010 in una situazione emergenziale per regolamentare l’interazione tra visitatori e guide private, che agiscono in proprio e sono in possesso della rispettiva abilitazione. Da allora la situazione è profondamente cambiata: l’emergenza è stata superata. Il nuovo regolamento del Parco deliberato dal Consiglio di Amministrazione nel 2025, nel recepire le varie evoluzioni giuridiche e culturali del settore, pertanto, non prevede più il presidio all’interno del sito. Intanto, il Parco si è attrezzato per garantire un servizio didattico per il pubblico, senza precludere in tal modo la presenza di guide private all’interno del sito, superando così un’anomalia e adeguando l’assetto del servizio didattico e di visite guidate a quello di altri musei e parchi nazionali e internazionali. Per i visitatori, ciò non si traduce in nessun modo in un’interruzione di un servizio pubblico, bensì in una maggiore trasparenza nell’affrontare la scelta dell’offerta culturale tra pubblico e privato di cui si vuole usufruire.

Nel 2018 – si legge nella nota – anche l’Antitrust aveva contestato le postazioni di Pompei e di altri siti, che sono di seguito state eliminate, lasciando il presidio di Pompei quale unico rimanente di questo genere. Inoltre, i musei e parchi archeologici svolgono, per legge (art. 117 Codice dei Beni Culturali), anche servizi culturali e di didattica, sia tramite figure professionali ministeriali, come gli Assistenti alla fruizione, accoglienza e vigilanza, sia tramite partnership e contratti di concessioni, che seguono sempre rigide procedure di selezione ed evidenza pubblica.

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Sant’Antonio Abate: “Via libera del Consiglio alla Definizione Agevolata 2026

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Il Consiglio Comunale di Sant’Antonio Abate ha approvato nella seduta di ieri il provvedimento sulla Definizione Agevolata 2026, una misura che introduce strumenti fiscali attenti alle difficoltà economiche dei cittadini, offrendo un’importante opportunità di regolarizzazione.

Il piano prevede la definizione delle pendenze IMU, TARI e Canone Patrimoniale (CUP – occupazione o esposizione pubblicitaria) con il Comune, dall’anno 2018 all’anno 2021, con piani di rateizzo più lunghi e flessibili, pensati per rendere sostenibile il rientro dal debito senza gravare eccessivamente sui bilanci familiari. Per i nuclei con ISEE inferiore a 20.000 euro è prevista anche la cancellazione degli interessi, con l’obiettivo di offrire un sostegno concreto alle fasce più fragili della popolazione.

«La definizione agevolata dei tributi comunali permette di regolarizzare le posizioni debitorie con esclusione di sanzioni e/o interessi favorendo l’adempimento spontaneo dei contribuenti, di migliorare la riscossione dell’Ente e ridurre il contenzioso, nel rispetto degli equilibri di bilancio. Più che una manovra contabile, la ritengo una dovuta scelta di responsabilità e di ascolto verso gli abatesi» ha dichiarato il Sindaco di Sant’Antonio Abate. «Dietro ogni tributo non pagato ci sono spesso storie di famiglie e imprese che hanno attraversato difficoltà reali. Per questo motivo abbiamo colto l’opportunità e attuato nell’immediatezza questa misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) per offrire a chi lo necessita la possibilità di chiudere i conti con il passato, con dignità e serenità».

Tra le novità, anche l’estensione della definizione agevolata al recupero dell’imposta sulle aree edificabili ricadenti in zona industriale e sulle dotazioni territoriali. «Oggi regolarizzare la propria posizione diventa un’opportunità per ripartire insieme» ha aggiunto il Sindaco. «È un modo per rafforzare il patto di fiducia tra Comune e cittadini e, allo stesso tempo, garantire la continuità e la qualità dei servizi pubblici. Per questo ringrazio l’Assessore Tobia Manfuso, l’Ufficio Finanziario e l’Ufficio Tributi per la sensibilità dimostrata e per l’importante lavoro tecnico che ha reso possibile l’approvazione di una misura tanto attesa quanto necessaria».

La scadenza per aderire alla Definizione Agevolata è fissata al 30 aprile 2026. Nelle prossime ore il Comune pubblicherà avvisi specifici per informare i cittadini su tempi e modalità di adesione, garantendone la massima diffusione affinché ogni interessato possa beneficiare delle agevolazioni previste. Lo Sportello del Cittadino e l’Ufficio Tributi saranno a disposizione per fornire assistenza e chiarimenti ai contribuenti interessati.

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