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Castellammare, Stabia Unica “Dopo il Savorito, il “Copia e Incolla” affonda anche il Mare”

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“Dopo il Savorito, il “Copia e Incolla” affonda anche il Mare”. Ci va giù dura Stabia Unica sugli avvisi per i servizi balneari che giungono da Palazzo Farnese.
“Non è più solo sciatteria: è un accanimento terapeutico contro la legalità e l’efficienza. Dopo aver collezionato la figuraccia epocale del bando per le opere del Savorito, l’Amministrazione Comunale di Castellammare di Stabia riesce nell’impresa impossibile di fare peggio, partorendo – dice il gruppo che in aula ha eletto il consigliere Antonio Federico – due avvisi per i servizi balneari che sono un concentrato di dilettantismo burocratico.
Siamo di fronte a un paradosso kafkiano. In pieno 2026, gli uffici del Settore V pubblicano atti che resuscitano il D.Lgs. 50/2016, una norma defunta e sepolta, dimostrando di ignorare totalmente il Nuovo Codice dei Contratti (D.Lgs. 36/2023). È il trionfo del “copia e incolla” più becero: un’offesa all’intelligenza dei cittadini e alla dignità dei professionisti del settore.
Le difformità non sono semplici sviste, ma violazioni frontali della norma:
L’istituzionalizzazione dell’arbitrio: Scrivere nero su bianco che la scelta dell’operatore avverrà in modo “del tutto discrezionale e insindacabile” non è solo un errore tecnico, è una dichiarazione di guerra alla trasparenza. Nel diritto moderno, l’insindacabilità è il paravento dietro cui si nasconde l’incapacità di motivare le scelte. Il Nuovo Codice impone il Principio del Risultato, non il capriccio del dirigente di turno.

Il bavaglio alla concorrenza: Vietare l’avvalimento, calpestando l’art. 104 del D.Lgs. 36/2023, significa chiudere le porte in faccia alle piccole imprese sane del territorio, impedendo loro di aggregarsi. È un atto palesemente illegittimo che espone l’Ente all’ennesima pioggia di ricorsi al TAR.

La confusione patologica: Bandi che non sanno se trattano forniture, servizi o lavori, citando soglie a casaccio e requisiti di idoneità (i codici ATECO) usati come clave escludenti senza alcuna logica di equipollenza.
Ma il vero dramma è politico e di controllo. Dove si nasconde la Giunta Comunale? È possibile che nessuno tra gli assessori abbia la competenza o la voglia di leggere ciò che l’Ente firma? E il Segretario Generale, il cosiddetto “notaio” dell’azione amministrativa, in quale stato di ipnosi si trova mentre circolano atti che sono carta straccia sotto il profilo del diritto? Definirlo una “figura fantasma” è ormai un eufemismo: è un’assenza che pesa come un macigno sulla tenuta democratica della città.
Castellammare non sta morendo per fatalità, ma per l’evidente e conclamata incompetenza di chi la governa. Questo declino irreversibile ha nomi e cognomi. Se il buongiorno si vede dal mattino, la stagione balneare 2026 non nascerà sotto il segno dell’accoglienza, ma sotto quello dei tribunali amministrativi. Un’amministrazione che non sa nemmeno scrivere un bando di gara è un’amministrazione che ha già firmato la sua resa morale e civile.
Quando la forma amministrativa è così compromessa, la sostanza dei servizi ai cittadini non può che risentirne”

 

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