Politica
Castellammare, l’opposizione presenta la mozione di sfiducia a Ungaro
Nel mirino il vicepresidente. E rincara la dose sul caso rimborsi
Castellammare. Settimana nera per l’Amministrazione Vicinanza: depositata mozione di sfiducia al Vicepresidente del Consiglio comunale Vincenzo Ungaro
La minoranza consiliare ha formalmente depositato una mozione di sfiducia nei confronti del Vicepresidente del Consiglio comunale Vincenzo Ungaro, a seguito dei gravi fatti verificatisi nell’ultima seduta consiliare.
“Il mancato raggiungimento del numero legale, determinato dall’assenza della stessa maggioranza, rappresenta un fatto politico di assoluta rilevanza. Da quella fragilità è scaturita una reazione scomposta e offensiva da parte del Vicepresidente, che ha definito “bovina” l’uscita dall’aula dei consiglieri di minoranza – fanno sapere dall’opposizione – Un’espressione incompatibile con il ruolo istituzionale ricoperto. Ma ciò che rende il quadro ancora più grave è quanto accaduto successivamente. Il Vicepresidente Ungaro non ha mai risposto. Nessuna rettifica. Nessuna scusa. Nessuna spiegazione.
Un silenzio istituzionale che mina il ruolo stesso della Presidenza del Consiglio, chiamata per definizione a garantire equilibrio, rispetto e imparzialità.
Per queste ragioni, la mozione di sfiducia rappresenta un atto necessario per ristabilire credibilità e dignità istituzionale”.
Ma questa è anche la settimana nera dell’Amministrazione Vicinanza.
In questi giorni sono emersi dati chiari sulle spese sostenute per missioni, viaggi, convegni e rimborsi.
Oltre 5.000 euro tra il 2025 e il 2026.
“E mentre questi dati diventavano pubblici, si è verificato un ulteriore fatto gravissimo: l’Amministrazione non ha fornito alcuna risposta all’interrogazione consiliare sulle stesse spese. Nessun chiarimento. Nessuna documentazione integrativa. Nessuna rendicontazione.
Un comportamento che non è solo politicamente discutibile, ma che rappresenta una mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio comunale e dei cittadini”, rincara la dose l’opposizione.
Entrando nel merito delle spese, il quadro solleva interrogativi ancora più seri.
“Accanto a missioni e convegni, emergono rimborsi che includono: consumazioni, momenti conviviali, perfino caffè e brunch collegati ad attività istituzionali.
Spese forse formalmente ammissibili, ma politicamente difficili da giustificare.
È questo il modo corretto di utilizzare risorse pubbliche?
Il dato politico complessivo è chiaro: una maggioranza incapace di garantire il numero legale; una Presidenza del Consiglio che offende e poi tace; un’Amministrazione che non risponde alle interrogazioni; una gestione delle spese priva di trasparenza sostanziale.
Qui non è in discussione la legittimità formale. È in discussione qualcosa di più serio: il rispetto delle istituzioni e dei cittadini”.
Sulla questione dei rimborsi, manca però la firma di Ciro Di Martino di Italia Viva.

