Quella dell’arenile di Castellammare di Stabia è una storia controversa, fatta di misteri, analisi, caratterizzazioni e convenzioni mai approdate veramente a qualcosa di concreto. Eppure la spiaggia antistante la villa comunale è frequentata ora da migliaia di turisti, senza conoscere la verità sullo stato di salute della sabbia. Il mare è ritornato balneabile due anni fa dopo circa 40 anni. Ma la spiaggia è salubre? E’ mai stata bonificata?
La mente non solo ritorna a quella gara di motocross che inguaiò l’arenile nei primi anni ’90, quando furono posizionate montagne di terreno sulla sabbia, ma ci si ricorda soprattutto che sono trascorsi decenni tra incuria e inutilizzo. E poi i tanti scarichi, ora quasi eliminati del tutto, che facevano capolino sul litorale di Corso Garibaldi.
L’ultima bonifica, anche se i documenti non risultano consultabili pubblicamente, risale al 2009. Sono trascorsi oltre 16 anni e dello stato di salute dell’arenile se iniziò ad occupare l’amministrazione Cimmino solo nel 2020. A giugno iniziarono i carotaggi affidati a una ditta privata e a settembre furono resi noti i primi risultati, rilevando la presenza di metalli pesanti oltre i limiti di soglia in cinque punti.
A quel punto la giunta sottoscrive una convenzione con l’Università Parthenope per vederci chiaro e a marzo del 2021 iniziano i carotaggi a cura degli esperti del polo universitario. Poi l’amministrazione viene sciolta dal Viminale e questa convenzione rimane lettera morta.
Ci pensano poi i commissari a riprendere in mano la questione e avviano un piano di caratterizzazione dell’arenile nell’agosto del 2023, mettendo a bilancio un milione di euro per la bonifica dell’arenile.
Tutto finisce nel dimenticatoio. Nel frattempo, un anno dopo, senza aver reso noti i risultati delle analisi, il mare viene dichiarato balneabile. E arriva il via libera ai tuffi da parte del sindaco Vicinanza, che revoca i divieti di balneazione, senza mai specificare se l’arenile fosse salubre o meno. Mistero della fede.
E forse qui si nasconde il vero per motivo per cui l’amministrazione Vicinanza non ha mai pensato a concedere in concessione pezzetti di arenile. Ufficialmente la volontà di mantenere “libero” tutto il litorale sembra una scelta politica del sindaco e della sua maggioranza. La verità è che in assenza di dati certi sulla presenza di sostanze pericolose, quelle aree non possono essere concesse a nessuno. Ma intanto si consente a migliaia di avventori di sdraiarsi sulla sabbia, senza aver preso alcuna precauzione, al netto della pulizia ordinaria dell’arenile stesso. Una spiaggia libera di necessità, una scelta politica forzata, anche se difficilmente qualcuno lo ammetterà.