Cronaca
Pozzano, paletti sul marciapiede: il problema resta la sosta selvaggia
Una fila di paletti lungo il marciapiede di Pozzano ha riacceso il dibattito sui social. La fotografia pubblicata da Pasquale Greco, accompagnata dalla frase «Paletti per evitare di poter camminare sul marciapiede», racconta un disagio che non nasce oggi. È probabile che i dissuasori siano stati posizionati per evitare che scooter e motorini salgano sul marciapiede. Una scelta comprensibile, almeno nelle intenzioni. In quella zona, infatti, la sosta selvaggia è un problema evidente: mezzi lasciati dove capita, margini della strada occupati, passaggi pedonali invasi e traffico che, nei giorni più affollati, diventa un imbuto. Il problema, però, è che quel marciapiede è già molto stretto. Più stretto di quello di via Rajola, dove in passato era stata sperimentata una soluzione simile. Anche lì i paletti erano stati collocati per impedire ai mezzi di occupare lo spazio riservato ai pedoni, ma finirono per rendere difficile il passaggio a chi camminava, alle famiglie con passeggini, agli anziani e alle persone con mobilità ridotta. Alla fine vennero rimossi. I motorini non possono salire sul marciapiede, è giusto. Ma chi deve attraversarlo non può ritrovarsi costretto a camminare scendendo sulla carreggiata in un punto dove auto, scooter e autobus si muovono già con difficoltà. Il nodo resta l’inciviltà di chi parcheggia ovunque pur di raggiungere i lidi o le attività della zona, ma anche la mancanza di una strategia stabile per gestire un tratto che ogni estate diventa uno dei più caotici della città. Nel commentare il post Facebook, Tristano Dello Joio, ex presidente del Parco regionale dei Monti Lattari, ha richiamato il tema della presenza sul territorio. Secondo quanto scritto dall’ex presidente, in passato era stata avanzata l’ipotesi di ristrutturare un immobile nei pressi del paramassi di Pozzano per destinarlo a comando estivo della Polizia Municipale, con agenti presenti dalla mattina alla sera durante la stagione balneare. Un’idea che, al di là della sua concreta fattibilità, riporta al centro una necessità evidente: Pozzano non può essere gestita soltanto quando il problema esplode.

