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Cosa significa «produzione artigianale» nel moderno settore calzaturiero

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Handmade, lavorazione artigianale, fatto a mano. Sull’etichetta suona bene. Il problema è che, dietro la stessa parola, marchi diversi possono intendere cose completamente diverse. Da qualche parte le strass vengono applicate a mano, mentre tutto il resto viene assemblato su una catena di produzione. Da qualche altra parte, invece, è davvero una persona a seguire ogni paio dall’inizio alla fine.

Il cliente non ha praticamente modo di verificarlo, e così la parola «artigianale» è diventata quasi un’etichetta di marketing. Tuttavia, per piccoli brand come HeelsHub – negozio di ballo, dietro questo termine c’è una tecnologia produttiva concreta. Le quantità sono ridotte e ogni paio passa per le mani di un artigiano. Prendiamo proprio il loro esempio per capire cosa viene fatto a mano e cosa, invece, viene comunque realizzato con l’aiuto delle macchine.

Cosa viene comunque fatto dalle macchine nella produzione di calzature

Partiamo sfatando un mito. Nessuno taglia la pelle con le forbici e cuce i singoli elementi con ago e filo. Il taglio viene effettuato seguendo i cartamodelli con una pressa, le cuciture vengono realizzate con macchine industriali, mentre la suola viene incollata e pressata con apposite attrezzature. Altrimenti il paio si disfarebbe dopo appena un mese.

La produzione artigianale non significa rinunciare alla tecnologia. Significa piuttosto non avere una catena di montaggio in cui cento persone eseguono una sola operazione ciascuna e nessuno vede il paio finito nel suo insieme.

Cosa viene fatto a mano nella produzione artigianale di calzature

Tutto comincia dalla montatura. Il tomaio in pelle viene tirato manualmente sulla forma, e da questa operazione dipende gran parte della calzata. In particolare:

  • Se viene tirato troppo da un lato, la scarpa farà pressione sul piede.
  • Se viene tirato troppo poco, il piede tenderà a muoversi all’interno.
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Una macchina non può percepire queste differenze. Ogni pelle ha un diverso grado di elasticità e solo un artigiano può capire con le mani quando la tensione è sufficiente e quando si è esagerato.

Poi si passa all’assemblaggio. Gli occhielli per i lacci vengono posizionati in base al modello, il tacco viene montato e allineato, mentre i diversi elementi vengono adattati tra loro. Sono dettagli che sulla carta sembrano identici, ma che sulla pelle reale presentano sempre piccole differenze.

E poi c’è il controllo. Nella produzione in serie, i difetti vengono generalmente verificati a campione, controllando magari un solo paio per lotto. Nell’assemblaggio artigianale, invece, ogni scarpa passa tra le mani di una persona che la osserva nel suo insieme e può individuare immediatamente eventuali asimmetrie.

Cosa si può notare nei modelli HeelsHub

Il modo più semplice per capire il lavoro artigianale è osservare il catalogo. La produzione di massa tende a standardizzare tutto, perché ogni nuova forma e ogni variante di finitura hanno un costo. Qui, invece, avviene il contrario.

Prendiamo il sistema di fissaggio. Per esempio:

  • nelle Kick Heels ci sono solo la stringatura e la cerniera laterale;
  • nelle Queen Heels e nelle Black Cross Heels, oltre alla stringatura viene aggiunta una cinghia, creando un doppio sistema di fissaggio;
  • nelle Silver Cross Heels viene utilizzato lo stesso principio, ma secondo uno schema diverso.

Tre soluzioni differenti per lo stesso problema, perché ogni piede è diverso.

Lo stesso vale per la suola. La linea principale utilizza una suola in camoscio, flessibile e adatta al movimento di rullata del piede. I modelli Bourree e Pink Pearl, invece, sono realizzati con una suola rigida, pensata per chi ha bisogno di un supporto più stabile. Per una catena di montaggio una simile suddivisione sarebbe poco conveniente: sarebbe molto più semplice produrre un’unica versione.

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Anche i materiali non sono standardizzati. Pelle naturale, pelle verniciata, camoscio, inserti in rete, rete 3D nel modello Amsterdam, ecopelle nei modelli vegan Glam e Fuchsia. Ogni materiale reagisce in modo diverso durante la montatura e richiede una lavorazione specifica che un artigiano sa adattare, mentre una macchina segue semplicemente un programma preimpostato.

E poi ci sono le taglie. La gamma va dalla 34 alla 43, comprese quelle estreme che i grandi marchi spesso non mantengono a catalogo. Nella produzione artigianale, una taglia poco richiesta non deve necessariamente rimanere ferma in magazzino: può semplicemente essere realizzata su ordinazione.

In definitiva, la produzione artigianale oggi non significa una piccola bottega dove tutto viene fatto con ago e punteruolo. Le macchine tagliano e cuciono, mentre le mani dell’artigiano si occupano di tendere la pelle sulla forma, assemblare e controllare ogni singolo paio.

È proprio da qui che nascono modelli differenti, diversi sistemi di fissaggio e una gamma completa di taglie. La differenza, probabilmente, non la noterai guardando la scarpa. La sentirai già durante il primo allenamento.

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