Cronaca
Covid, numeri ancora alti in Italia. Rischio di una terza ondata
Il tasso di positività al 14,8%. I servizi sanitari ritornano ad affannarsi
C’è il rischio di una terza ondata in Italia che ha un tasso di positività quasi al 15%. Su un’ulteriore ondata ne sono convinti gli analisti della fondazione Gimbe. I numeri nel nostro Paese sono ancora alti e potrebbero essere il segnale dell’arrivo di una terza ondata.
LE TERAPIE INTENSIVE. Tornano a salire anche i dati sui ricoveri nelle unità di terapia intensiva, aumentati soprattutto nelle regioni alle quali i provvedimenti adottati nel periodo natalizio avevano assegnato la zona gialla. I dati del ministero della Salute indicano che rispetto al giorno precedente i nuovi casi sono stati 18.020, per un totale di 2.220.361 dall’inizio dell’emergenza. I tamponi eseguiti in 24 ore sono stati 121.275, oltre 57.000 in meno rispetto al giorno precedente, e il rapporto fra casi positivi e tamponi sale al 14,8% in aumento rispetto ai giorni precedenti: martedì era infatti all”11,3%.
In aumento anche i ricoveri nei reparti ordinari, con 117 in più in 24 ore (23.291 in totale), e quelli nelle unità di terapia intensiva, con 16 più del giorno precedente fra ingressi e uscite e 156 ingressi in 24 ore.
Gli attualmente positivi sono 571.055, con un aumento di 2.343 in 24 ore; guariti e dimessi sono stati 15.659, per un totale di 1.572.015 dall’inizio dell’emergenza. I decessi sono stati 414 in 24 ore, con un incremento inferiore a quello registrato il 5 e il 6 gennaio, e con un numero complessivo che supera 77.000 (77.291). Aumentano i casi anche nelle regioni. Il Veneto continua a registrare l’incremento maggiore in 24 ore, con 3.596; seguono con oltre 2.000 casi Lombardia (2.799) ed Emilia Romagna (2.228) e con oltre mille casi Lazio (1.779), Sicilia (1.435), Campania (1.052) e Piemonte (1.004).
I dati dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) relativi al 6 gennaio indicano inoltre che in una settimana sono aumentate da sei a nove le regioni che superano la soglia d’allerta nazionale (30%) per i ricoveri Covid nelle terapie intensive.
Aumentano poi da otto a nove le regioni che superano la soglia del 40% dei posti nei reparti ospedalieri.“Si intravede l’inizio della terza ondata”, scrive la Fondazione Gimbe nel suo monitoraggio settimanale (29 dicembre – 5 gennaio 2021), rilevando che sta avvenendo “l’inversione della curva dei nuovi casi, dopo sei settimane consecutive di calo”. I numeri sono tutt’altro che incoraggianti anche per Massimo Galli, direttore di Malattie infettive presso l’ospedale Sacco di Milano: “Mi auguro che non ci si debba trovare in una situazione simile a quella di due mesi fa. Ma i numeri – ha detto – non sono per niente rassicuranti”.

