Politica
Nomine nella paesaggistica, il centrodestra rifiuta il sorteggio. Il Pd denuncia: «E’ una spartizione»
Arriva il no della maggioranza alla riffa proposta dal Movimento Cinque Stelle e al rinvio chiesto dal Partito Democratico
«E’ una spartizione». Il Pd sbotta dopo i «no» pronunciati dal centrodestra sul rinvio delle elezioni della commissione paesaggistica e sul sorteggio proposto dai Cinque Stelle. La maggioranza va avanti come un treno e fissa le nomine (senza sorteggio) nel consiglio comunale del 26 novembre, proprio nel giorno in cui la commissione d’accesso uscirà dalle stanze di Palazzo Farnese dopo aver terminato le verifiche antimafia.
Si annuncia quindi una battaglia politica sui nomi e sull’elezione dei componenti della commissione, vale a dire l’organo che approva le concessioni edilizie. Il Partito Democratico parla addirittura di «mani sulla città», parafrasando il celebre film di Francesco Rosi: «Sulla commissione paesaggistica si consuma l’ennesima corsa alle spartizioni della maggioranza – si legge in una nota del Pd – Si commentano da sole le conclusioni della conferenza dei capigruppo convocata stamane per le nomine dei membri della Commissione Paesaggistica. Avevamo chiesto come PD che si avesse la sensibilità politica ed istituzionale di procrastinare la votazione sui membri della commissione a conclusione delle indagini che la commissione sta portando avanti. La maggioranza, su questi temi più compatta del solito, ha rifiutato calendarizzando per il prossimo 26 novembre la convocazione del Consiglio Comunale con all’odg tali nomine. Da tempo l’amministrazione sta pianificando ed attuando un poltronificio. Dopo tre anni di nulla, di danni alla città, queste nomine, in una situazione politica e amministrativa così delicata, con una Commissione d’Accesso a lavoro, sono uno schiaffo alla città e alle istituzioni coinvolte nel lavoro di controllo. Il Partito Democratico tutto con il suo capogruppo Francesco Iovino condannano tale scelta che assomiglia realmente a chi ha il solo interesse di mettere le mani sulla città».
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