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8 Marzo, la violenza di genere è ancora una piaga dolorosa. Nei primi mesi del 2025 già 77 arresti dei Carabinieri.
I dati del Comando Provinciale dei Carabinieri
Tante le croci rosa dall’inizio dell’anno.A ricordarlo in occasione dell’8 Marzo è l’Arma dei Carabinieri .
“Siamo abituati a pensare alla violenza contro le donne come il risultato di dinamiche complesse, di traumi irrisolti, squilibri di potere, stress sociale o di fattori culturali profondi.
Tutto vero ma spesso, la violenza nasce da situazioni quotidiane, da elementi apparentemente banali che fanno da miccia a reazioni sproporzionate e brutali
Una cena fredda, un ritardo, un vestito ritenuto troppo provocante, un rifiuto, un like ad una foto sui social, una parola di troppo o una di meno.La quotidianità diventa il pretesto per aggredire ma la violenza è già latente.
Il problema non è nel motivo scatenante, che può sembrare insignificante, ma nel fatto che l’aggressore si sente legittimato a esercitare un dominio, a punire o a far valere la propria forza.Ed è la sua inquietante banalità a renderla così difficile da estirpare.
Interpretando i dati del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli, emerge un segnale chiaro: l’aumento delle denunce.
“Le donne non sono più disposte a subire in silenzio.La maggiore consapevolezza, il sostegno delle istituzioni, il rafforzamento delle misure di protezione stanno contribuendo a rompere il muro della paura e dell’isolamento.
Ogni denuncia non è solo un atto di giustizia personale, ma un segnale di speranza per tutte coloro che esitano o si sentono sole in una battaglia che, invece, riguarda l’intera società.I dati parlano da soli: nel 2024, i carabinieri del provinciale partenopeo hanno registrato 2944 episodi denunciati, mentre nei primi due mesi del 2025 si contano già 311 denunce.
434 gli arresti e 2371 le persone denunciate nel 2024.
Per il 2025 (Gennaio – Febbraio) il conto degli arresti si attesta su 77, quello delle persone denunciate in stato di libertà a 226.Nel bilancio è stato determinante l’utilizzo di nuove tecnologie come il Mobile Angel, un dispositivo indossabile avanzato che consente alle vittime di violenza di segnalare il pericolo in tempo reale.
Altrettanto importante le stanze d’ascolto allestite in 5 diversi punti della provinciali, Un modo per accogliere le donne in ambienti più familiari e sicuri, con personale specializzato nel trattamento di casi di violenza.La violenza sulle donne è una questione collettiva.
E finché anche una sola donna avrà paura di denunciare, di camminare da sola per strada o di sentirsi libera nelle proprie scelte, non potremo dirci davvero soddisfatti.L’aumento delle denunce è un passo avanti, ma la strada è ancora lunga.
Il cambiamento è possibile e l‘Arma dei Carabinieri sarà sempre pronta a sostenere le vittime con tutte le risorse disponibili.

