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Cronaca

Ex Istituto Galilei, si può fare il Piano Casa: annullato il diniego del Comune di Castellammare

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Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha accolto il ricorso presentato da Paolo D’Apuzzo contro il Comune di Castellammare di Stabia, annullando il provvedimento con cui l’ente aveva respinto il progetto di riconversione dell’ex Pastificio D’Apuzzo ed ex istituto Galilei di via Raiola in complesso residenziale nell’ambito del Piano Casa regionale.

 

La vicenda riguarda lo storico edificio, realizzato negli anni Venti come stabilimento produttivo e successivamente utilizzato, dal 1969 al 2010, come sede della scuola media “Francesco Di Capua” e dell’Istituto Galilei. Da oltre quindici anni l’immobile versa in stato di abbandono.

 

Nel dicembre 2021 i proprietari avevano presentato un’istanza di permesso di costruire per trasformare la struttura in abitazioni, facendo ricorso alle disposizioni previste dall’articolo 7 della legge regionale sul Piano Casa. Il Comune aveva però negato l’autorizzazione sostenendo, tra l’altro, che l’edificio non possedesse i requisiti urbanistici richiesti e che la normativa non fosse applicabile nell’area interessata, soggetta alle prescrizioni del Piano Urbanistico Territoriale della Penisola Sorrentino-Amalfitana.

 

I giudici amministrativi hanno invece ritenuto infondate le motivazioni poste alla base del diniego. In particolare, il TAR ha chiarito che la sentenza della Corte Costituzionale richiamata dall’amministrazione comunale non comporta un divieto generalizzato di applicazione del Piano Casa nelle aree ricadenti nel PUT, ma impone una verifica caso per caso della compatibilità degli interventi con le prescrizioni paesaggistiche.

 

La sentenza evidenzia inoltre come il Comune non abbia adeguatamente valutato la documentazione storica e catastale relativa all’immobile. Secondo il TAR, infatti, dagli atti pubblici emerge chiaramente che l’edificio è stato utilizzato per decenni come struttura scolastica e che tale destinazione non può essere considerata un semplice uso di fatto, come sostenuto dall’ente.

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Particolarmente rilevante anche il passaggio con cui i giudici contestano la ricostruzione comunale della destinazione urbanistica dell’immobile. L’amministrazione aveva assimilato la categoria catastale dell’edificio a una destinazione commerciale, escludendo così la possibilità di accedere ai benefici del Piano Casa. Una valutazione definita errata dal TAR, che ha rilevato come la classificazione catastale utilizzata sia compatibile anche con la destinazione scolastica.

 

Alla luce di queste considerazioni, il Tribunale ha accolto il ricorso e annullato il diniego comunale del 7 giugno 2024, imponendo inoltre al Comune di Castellammare di Stabia il pagamento delle spese di giudizio, quantificate in 2.000 euro oltre accessori di legge.

 

La decisione riapre dunque la prospettiva della riqualificazione dell’ex Pastificio D’Apuzzo, uno degli immobili storici più significativi dell’area di via Raiola, destinato da anni al degrado e all’abbandono.

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