Cronaca
Tutto pronto per la festa di San Catello, tre giorni di iniziative in onore del patrono della città
Castellammare di Stabia. Tre giorni di iniziative a sfondo religioso e culturale per valorizzare la festività del patrono della città. “Insieme per San Catello” è il titolo del “cartellone” di manifestazioni organizzate da varie associazioni operanti sul territorio cittadino. Nei giorni 17 e 18 sarà possibile fare una visita guidata nel Centro Antico. L’appuntamento è alle 16 per la cittadinanza e alle 10.30 per le scuole. Sarà anche allestita, nella chiesa del Gesù, una mostra sul cantiere navale organizzata dall’ANMI, Libero Ricercatore e Pro Natura. Venerdì 17 gennaio alle 20 nella chiesa del Gesù ci sarà un concerto di beneficenza per la costruzione di alloggi universitari in Burkina Faso. Sabato 18 gennaio alle ore 20 ci sarà il concerto, nella chiesa Concattedrale, dell’orchestra del Liceo Severi. Domenica 18 gennaio invece è prevista la processione alle ore 10 alla presenza del Vescovo Francesco Alfano e tutte le altre autorità.
LA STORIA. La storia di San Catello, amante dei forestieri, non è molto chiara e per certi versi è anche avvolta nel mistero. La vita del patrono di Stabiae fu scritta per la prima volta dall’Anonimo sorrentino in un manoscritto risalente alla fine del IX secolo. L’intento dello scrittore era però raccontare la storia di Sant’Antonino Abate di Sorrento ma la storia di quest’ultimo è tangente con Catello di Stabia e quindi è stato necessario oltre che naturale rilasciare anche tracce descrittive del patrono stabiese. Catello è stato Vescovo di Castellammare di Stabia, visse all’epoca dell’invasione longobarda, tra il VI e i VII secolo. Quelli erano tempi duri. Catello accoglieva quanti erano in fuga dai territori depredati, tra questi vi era anche Antonino che aveva perso il suo monastero a causa delle incursioni delle popolazioni germaniche. Ed è per questo motivo che viene definito “amante dei forestieri”. Insieme al monaco Antonino si ritirò sul Faito e questo gli costò anche un periodo di “esilio” a Roma prima della reintegrazione in Diocesi da papa Gregorio I. Si narra che i due sul Faito abbiano ricevuto la visione di San Michele Arcangelo e in loro onore costruirono una chiesa. Il corpo del santo non è stato mai ritrovato, le sue presunte reliquie sono conservate nella Concattedrale di Castellammare. CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK PER RESTARE AGGIORNATO SULLE NOTIZIE DI CASTELLAMMARE

