Politica
Democratici e Progressisti chiedono alla Commissione Straordinaria di intervenire sulla proroga delle concessioni
Il “mare ritrovato” di Castellammare di Stabia rischia di trasformarsi in una nuova occasione di polemica politica. A sostenerlo sono i Democratici e Progressisti, che intervengono sulla gestione delle spiagge libere, sulle concessioni balneari e sul futuro di alcune aree del litorale, chiedendo alla Commissione Straordinaria «chiarezza, programmazione e una visione di lungo periodo».
Al centro della presa di posizione ci sono, in particolare, le modalità di gestione delle spiagge libere, il possibile ricorso a nuove proroghe per le concessioni balneari e la situazione dell’area affidata a Marina di Stabia per la realizzazione della scuola di vela.
Secondo i Democratici e Progressisti, la città rischia di disperdere l’entusiasmo seguito alla ritrovata balneabilità del mare, trasformando quella che viene considerata un’importante occasione di rilancio in una sequenza di «improvvisazioni, passi falsi e sprechi».
Un primo elemento di critica riguarda lo smantellamento delle attrezzature installate sul lungomare e nella Villa Comunale, comprese quelle destinate agli spogliatoi. «Una situazione che lascia ancora più perplessi», sostengono i Democratici e Progressisti, ricordando che per quelle strutture, nell’arco di due anni, sarebbero stati spesi circa 600mila euro. La domanda posta dal gruppo politico riguarda già la prossima stagione balneare: «Il prossimo anno continuiamo nello stesso modo?».
La richiesta è quindi quella di avviare per tempo un progetto e una gara che consentano, a partire dal 2027, di ridurre i costi e garantire strutture più adeguate per cittadini e bagnanti. Da qui la necessità, secondo il gruppo politico, di superare la gestione emergenziale e costruire una vera e propria «politica del mare», attraverso una programmazione pluriennale.
Un altro capitolo riguarda le concessioni demaniali marittime. I Democratici e Progressisti contestano quella che definiscono una situazione poco chiara e richiamano una recente delibera della Commissione Straordinaria.
Nel documento viene ricordato che con la deliberazione di Giunta comunale n. 168 del 18 giugno 2025 erano state approvate le prime linee di indirizzo per l’applicazione della legge n. 118/2022, modificata dalla legge n. 166/2024, differendo l’efficacia delle concessioni in essere al 30 settembre 2026. La stessa deliberazione, viene evidenziato, demandava a un successivo atto l’approvazione del programma necessario all’attuazione delle linee di indirizzo.
Secondo i Democratici e Progressisti, quell’ulteriore passaggio non sarebbe stato adottato nell’arco dell’anno successivo. La delibera della Commissione Straordinaria, ricordano inoltre, indica la necessità di fornire un atto di indirizzo al dirigente competente affinché vengano predisposti gli elaborati tecnici e amministrativi necessari alle gare, fissando contestualmente un cronoprogramma per arrivare alla scadenza definitiva dei vecchi titoli, prevista dalla legge per il 30 settembre 2027.
Per il gruppo politico, dunque, sarebbe proprio l’assenza di un atto di indirizzo e il mancato avvio delle procedure di gara ad aver contribuito alla situazione attuale. «Mancano nove mesi», sostengono i Democratici e Progressisti, facendo riferimento al termine indicato per concludere l’affidamento delle nuove concessioni nel giugno 2027. Da qui la richiesta alla Commissione Straordinaria di revocare gli atti relativi alla nuova proroga tecnica.
Nel documento vengono richiamate anche la recente sentenza del Tar relativa alle concessioni di Capri e le altre pronunce intervenute negli ultimi mesi. Su questi aspetti, i Democratici e Progressisti chiedono comunque che la gestione del litorale venga ricondotta a un quadro di programmazione e certezza delle procedure.
C’è poi la questione dell’arenile affidato a Marina di Stabia per la realizzazione di una scuola di vela. I Democratici e Progressisti tornano a chiedere la restituzione alla fruizione pubblica di oltre 12mila metri quadrati di arenile, sottolineando che la struttura prevista non sarebbe mai stata realizzata e richiamando anche i ritardi relativi alle opere a terra.
La richiesta, sostengono, è stata avanzata da anni alla Regione e agli altri enti interessati. Nel mirino finisce anche il PUAD, il Piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo. Secondo il gruppo politico, nel piano approvato mancherebbe una specifica riflessione sul tratto di Corso De Gasperi interessato dalla vicenda, così come sull’area di Pozzano.
Per i Democratici e Progressisti, la ritrovata balneabilità deve rappresentare l’inizio di un percorso più ampio e non un punto di arrivo. La proposta è quella di lavorare insieme alla Regione Campania e alla Città Metropolitana per costruire un progetto complessivo di valorizzazione del fronte mare, anche alla luce dell’investimento previsto per il Sarno.
L’obiettivo indicato è trasformare il recupero della balneabilità in una strategia più ampia per la città, con servizi, strutture, sicurezza, accessibilità e una gestione sostenibile nel tempo.
«Il mare di Castellammare merita molto di più della propaganda», concludono i Democratici e Progressisti. «Merita un progetto serio, trasparente e duraturo». Il richiamo finale è proprio al significato del “mare ritrovato”: non soltanto un evento simbolico, un tuffo collettivo o una fotografia, ma l’occasione per delineare una nuova politica del litorale e una diversa visione del rapporto tra Castellammare e il suo mare.

