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Castellammare dopo lo scioglimento, Amato (M5S): «Alleati del PD, ma fino a un certo punto»

Il deputato pentastellato sul futuro di Castellammare di Stabia dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose: «Lavorare, lavorare e lavorare». Dalle Terme a Fincantieri, passando per il Supercinema e il diritto al mare, le proposte per il rilancio della città. E sul campo largo: «Compagni di viaggio, ma il Pd resterà Pd e il Movimento continuerà a sostenere le proprie idee».

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Castellammare

Castellammare di Stabia deve ripartire, superare l’onta dello scioglimento per infiltrazioni mafiose e ritrovare una prospettiva di sviluppo. Ma per farlo, secondo Gaetano Amato, deputato stabiese del Movimento 5 Stelle, non bastano le responsabilità della politica: serve un coinvolgimento concreto dell’intera comunità, a partire dalla tutela del bene pubblico e dal recupero del senso di appartenenza.

In un momento delicato per la città, Amato guarda alle opportunità legate al turismo, al termalismo, alla cantieristica e alla valorizzazione del patrimonio pubblico. Senza rinunciare al confronto con la commissione straordinaria e mantenendo una posizione autonoma rispetto al Partito democratico e al progetto del campo progressista.

Onorevole Amato, quale futuro immagina per Castellammare alla luce dello scioglimento per infiltrazioni mafiose?

«Non sono un magistrato e in questo momento rappresento un’istituzione, per cui non mi sogno nemmeno di criticare. Credo che, al punto in cui siamo, sia inutile pensare a quello che poteva essere e non è stato. La città ha bisogno dell’impegno di tutti, cittadini e politici, perché lasciarla morire sarebbe il più grande delitto che ognuno di noi si porterebbe sulla coscienza».

Qual è la strada da seguire per allontanare l’onta dello scioglimento?

«Lavorare, lavorare e lavorare. Senza l’impegno di tutti, la città non ne verrà mai fuori. Purtroppo vedo una disaffezione dei cittadini nei confronti della propria città, un disinteresse per la salvaguardia del territorio e per la cura e il rispetto materiale del bene pubblico. Faccio un esempio: una panchina di marmo in villa comunale frantumata per il solo sfizio di arrecare un danno. Fino a quando non capiremo che il bene pubblico ci appartiene e va salvaguardato, non andremo da nessuna parte».

Qual è la sua idea di città e quali iniziative ha portato avanti in questi anni?

«Per il mio precedente impegno lavorativo ho girato l’Italia e l’estero, dagli Stati Uniti al Canada, da alcuni Paesi africani alle capitali europee. In tutta sincerità, credo che esistano pochi posti ricchi della bellezza paesaggistica della nostra città. Castellammare può tranquillamente essere sia turistica sia industriale, penso soprattutto a Fincantieri e alla cantieristica da diporto. In questo senso, in questi quattro anni ho provato a lavorare».

Partiamo dalle Terme, una delle grandi incompiute della città.

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«Ho provato a interessare Federterme, Federalberghi e Federturismo per trovare un partner per il rilancio del sito. Il termalismo non è più quello a cui eravamo abituati negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta: oggi può essere abbinato al benessere fisico, alle spa e alla cura del corpo. Purtroppo, probabilmente per l’ombra delinquenziale che veleggia sulla città, non ho trovato nessuno disponibile a parlare di gestione. So, però, dell’interesse di un grossissimo gruppo che lavora nell’imbottigliamento delle acque. Credo che con questo soggetto bisognerebbe avviare un approfondimento».

Quali altri risultati o progetti considera prioritari?

«Ho impiegato quattro anni, ma alla fine sono soddisfatto del risultato conseguito per il risanamento del dissesto e per la riapertura della strada per il Faito. Per quest’ultima, dopo il tavolo tecnico che chiesi al prefetto di Bari, il progetto è stato presentato alla Regione e il bando per gli alvei sarà pubblicato a momenti».

Tra le iniziative rimaste in sospeso c’è anche quella relativa al Supercinema: «Avevo trovato un bando per l’acquisizione dell’immobile da destinare a teatro comunale. Ne avevo parlato prima con l’ex sindaco, che aveva avviato la procedura, e poi con i commissari. Purtroppo non è stata presentata la domanda e il bando è scaduto. Chiederò nella legge di bilancio una copertura di due milioni di euro per l’acquisto, anche se ci spero poco, vista la condizione finanziaria».

Amato guarda inoltre agli impianti sportivi: «Sto lavorando per la piscina olimpionica e per il palazzetto. A giorni avremo un tavolo tecnico con gli enti interessati».

Un altro tema centrale è quello delle spiagge e delle concessioni demaniali. Quali proposte ha avanzato?

«Ho portato al prefetto Caputo la bozza del bando per le aree demaniali e ai commissari alcuni suggerimenti che, a mio avviso, dovrebbero essere inseriti. A partire dall’obbligo di riservare il 10% del tratto demaniale a disposizione di coloro che vorranno servirsene per il cosiddetto accesso libero ai lidi in concessione, senza ovviamente consentire in quel tratto l’utilizzo di ombrelloni o lettini».

Il Partito democratico sta cercando di ricomporre le fratture dopo lo scioglimento e rilancia l’ipotesi del campo largo. Qual è la posizione del Movimento 5 Stelle?

«Durante la breve esperienza comunale, con il nostro consigliere Alessandro Langellotti, abbiamo sempre lavorato nell’interesse della città, ponendoci spesso in una posizione critica rispetto ai provvedimenti non condivisi. Questo abbiamo fatto e questo continueremo a fare come Movimento 5 Stelle».

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Sul rapporto con il centrosinistra, Amato precisa: «A livello nazionale facciamo parte di un campo progressista e la stessa cosa avverrà nelle situazioni comunali. Fermo restando che saremo e resteremo soltanto compagni di viaggio: il Pd resterà Pd e il Movimento continuerà a sostenere le proprie idee».

Luigi Vicinanza ha presentato ricorso contro lo scioglimento, mentre prosegue il confronto con il Pd sulle responsabilità politiche. Come valuta questa fase?

«Luigi fa benissimo a difendere la propria immagine in tutte le sedi possibili. Ritengo, però, che continuare a innescare processi politici possa soltanto fare del male alla città, portando a un aumento dell’astensione».

Che cosa pensa del progetto civico promosso dal magistrato Nicola Russo?

«È apprezzabile, anche se non so dove potrà portare. A volte, a parole, siamo tutti entusiasti, ma poi, quando si tratta di candidarsi e dare il proprio contributo in prima persona, accettando una candidatura, ti senti rispondere: “No, grazie, non me la sento, non riesco proprio”».

In ultimo, quale giudizio dà sul lavoro della commissione straordinaria che guida attualmente il Comune?

«Sto interloquendo con la commissione praticamente ogni settimana e devo dire che nel prefetto Caputo ho trovato una persona disponibile a considerare proposte e azioni da mettere in campo».

Amato riferisce che sono stati stanziati i fondi necessari per sistemare alcune strade, tra cui via Nocera, e che si è discusso della possibilità di portare in città un tavolo tecnico su Fincantieri. «Ho messo in contatto il commissario con i Carabinieri forestali per un controllo più intenso del Faito. Resta in piedi il problema dei rifiuti e della creazione della società che dovrà gestirli nell’ambito del progetto con Torre Annunziata».

Il deputato rivendica infine la continuità del proprio lavoro istituzionale: «Stiamo mettendo insieme idee e riferimenti istituzionali con cui rapportarci. In pratica, continuo a interloquire con chi guida la città, così come ho fatto con la giunta Vicinanza e come, prima, ho trovato la stessa disponibilità a recepire suggerimenti e idee».

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