Il “mondo di mezzo” stabiese. Presunti rapporti con i clan, trema il centrodestra

Palazzo_Farnese

Un corposo capitolo sui rapporti tra camorra e politica stabiese. Nelle indagini della Dda sui clan stabiesi c’è soprattutto la lente di ingrandimento posizionata sui rappresentanti dei cittadini, eletti e non a Palazzo Farnese. Ne dà notizia il quotidiano Metropolis delle intercettazioni a cui erano sottoposti due politici di centrodestra, nell’ambito dell’inchiesta che ha decapitato il clan Cesarano operante tra Ponte Persica e Pompei. Ma non è la sola inchiesta. Anche in Tsunami i nomi dei consiglieri comunali sono in bella mostra, qualcuno sospettato di aver rapporti con i vertici del clan D’Alessandro.

Ma le ultime rivelazioni sull’inchiesta che coinvolge due ex consiglieri comunali, candidati per il centrodestra negli anni passati e ancora oggi attivi sullo stesso fronte, fanno tremare i polsi all’attuale maggioranza che governa la città. I nomi sono ancora top secret, ci sono indagini in corso volte a scoprire quel “mondo di mezzo” di cui gli investigatori hanno sempre sospettato. C’è da ricostruire dieci anni di eventuali rapporti tra la politica e la camorra, a partire dall’omicidio Tommasino. Un intreccio che secondo la Dda potrebbe essere sempre attuale.

Nei mesi scorsi da Pd e Cinque Stelle è arrivata la richiesta di una commissione d’accesso a Palazzo Farnese. Ora governato insieme il Paese e non si esclude una nuova richiesta di invio degli 007 del ministero.