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Politica

Clamoroso, Di Nardo vuole passare con Italia Viva. L’ex sindaco Pannullo mette il veto

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La fuga da Forza Italia a Italia Viva non si ferma. Dopo Carbone, Guarino e il tentativo di Cesaro, ora c’è un altro big berlusconiano che tenta il salto nella coalizione di De Luca. Una notizia che sa di clamoroso è la manovra di Nello Di Nardo per avvicinarsi al partito di Renzi; infatti nelle ultime ore, l’ex segretario regionale di Italia dei Valori ha preso contatti con i vertici regionali, proponendo addirittura una sua candidatura alle prossime elezioni di settembre. La risposta è stata un due di picche, per effetto del veto dell’ex sindaco di Castellammare Toni Pannullo, responsabile dell’area stabiese di Italia Viva. Un parere negativo e secco da parte dell’ex primo cittadino, sfiduciato proprio dai consiglieri che nella scorsa consiliatura facevano facevano riferimento a Nello Di Nardo. Fu determinante proprio il passaggio di Di Nardo a Forza Italia e dell’assessore Casimiro Donnarumma, defenestrato da Pannullo proprio perché intervenne a sostegno del partito di Berlusconi alle elezioni politiche del 2018. Da lì scattò la sfiducia. Ora Pannullo mette un veto. E non potrebbe essere altrimenti.

A questo punto potrebbe aprirsi un caso nella maggioranza di centrodestra, a sostegno del sindaco Gaetano Cimmino, in cui Di Nardo può contare su due fedelissimi consiglieri comunali, oltre a prendere parte alle riunioni interpartitiche in qualità di commissario cittadino di Forza Italia. Un film già visto a Palazzo Farnese.

Il sindaco Cimmino evidentemente ci ha visto lungo rinviando il rimpasto a dopo le regionali, quando dovrebbero assestarsi gli equilibri politici. A meno che non sia interessato anche il primo cittadino all’operazione di Italia Viva. Ormai tutto è possibile.

Daniele Di Martino


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Politica

Debito Asam da 16 milioni, il Comune rischia un nuovo dissesto

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Altra tegola per Cimmino. È di qualche giorno il rigetto da parte dei commissari della proposta di inserire il debito ASAM da 16 milioni nell’organismo speciale di liquidazione. Detta così sembrerebbe una cosa tecnica da addetti ai lavori se non fosse che questo provvedimento di rigetto significa un grande alert per le casse comunali e per lo “spareggio” di bilancio. Si pensi che nel dicembre 2013 la allora amministrazione Cuomo dichiarò il dissesto per cifre intorno ai 15 milioni di euro ed adesso questa partita pregressa Asam si avvicinerebbe a quella somma li’. Vero è che la liquidazione ASAM con la relativa debitoria è storia del 2014 certamente non ascrivivile a Cimmino, tuttavia fa specie che l’assessore al ramo, profonda conoscitrice di tutte le partecipate avendo esercitato ruoli diversi con tutti i colori politici, non abbia dedicato tempo in questi ormai tre anni a questa vicenda. Era in itinere ed in via di completamento una transazione che coinvolgeva Comune Gori e Asam ma le tracce si sono perse nei cassetti di Palazzo Farnese.
Ormai fra un po’ si accende la candelina del terzo anno, il giro di boa del mandato sindacale abbondantemente superato, la scusa della colpa del passato non funziona più.
Buffalo Bill

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