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Cronaca

Focolaio Sonrisa, morta la moglie del Boss delle Cerimonie

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La moglie di “don” Antonio Polese morta per Covid, era stata ricoverata 15 giorni fa 

Sant’Antonio Abate. Non ce l’ha fatta Rita Greco, la moglie di “don” Antonio Polese conosciuto da tutti come il Boss delle Cerimonie grazie al celebre programma su RealTime. La vedova Polese era stata ricoverata prima di ferragosto per Coronavirus all’ospedale Cotugno di Napoli. In totale 19 componenti delle famiglia sono risultati positivi al Coronavirus innescando un vero e proprio focolaio a Sant’Antonio Abate che portò anche all’istituzione di una mini zona rossa e screening di massa. Diversi componenti della famiglia  furono trasferiti in ospedale per motivi precauzionali.
Le condizioni di salute della donna però, diversamente dai suoi familiari contagiati, sono peggiorate durante il ricovero e quest’oggi è deceduta.  E’ un giorno di lutto a Sant’Antonio Abate per la morte della signora Greco conosciuta da molti nel comune abatese. Le condizioni di salute del genero Matteo, invece, sono buone e potrebbe anche essere dimesso dall’ospedale nelle prossime ore. Idem per il nipote che sta bene.


Cronaca

Balenottera trovata morta nel porto di Sorrento forse uccisa da un virus

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In tuta bianca e mascherine, armati di bisturi, o meglio di seghe e motoseghe, strumenti tecnologici, attrezzature per la documentazione fotografica, il super team, coordinato da Sandro Mazzariol, professore dell’Università di Padova, ha cominciato oggi l’esame necroscopico sulla carcassa della balenottera trovata morta giovedì scorso nelle acque del porto di Sorrento che è terminato in serata dopo 13 ore. Ancora sconosciute le cause della morte della balenottera. Non è stato trovato alcun fattore antropico o evento esterno. L’esemplare è deceduto circa una settimana fa, tra giovedì e venerdì e questo, ieri sera, aveva fatto pensare che si potesse trattare dello stesso esemplare visto proprio quel pomeriggio nel porto. Ma la mastodontica balena è risultata incompatibile, video alla mano, con quella che si dimenava contro il molo. Non erano madre e figlio. In quanto la femmina analizzata non ha partorito da poco. Probabilmente, si tratta di un esemplare tra i 7 e i 10 metri, un giovane adulto già indipendente, ma in qualche modo legato alla femmina morta e quindi in stato di stress e confusione.
Non è stata trovata nessuna traccia di plastica evidente. Le misure, 19,77metri, confermano che si tratti della balenottera comune più grande registrata nel Mediterraneo. Campioni di organi e tessuti sono stati prelevati e saranno inviati a vari laboratori in tutta Italia, nelle prossime settimane si potrebbe sapere qualcosa in più.
Una prima ipotesi, era che il mammifero, una femmina, fosse deceduto a causa di un virus, il cosiddetto morbillo delle balene, endemico nel Mediterraneo dalla fine degli Anni ’80.
Per arrivare al porto di Napoli, la balenottera ha attraversato nella notte tra mercoledì e giovedì il golfo, da Sorrento, trasportata da un convoglio di imbarcazioni, le motovedette CP267 e CP532 della guardia costiera. L’impresa ha coinvolto mezzi e uomini delle capitanerie di porto di Castellammare e Napoli, coordinati dalla Direzione Marittima e i subacquei e il personale del Reparto operativo del Comando generale della Guardia costiera, che ha inviato sul posto il proprio Laboratorio ambientale mobile.

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