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Cronaca

Coronavirus, in Campania diminuiscono i nuovi positivi: 664 su 9mila tamponi

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Si ferma la crescita dei contagi in Campania

Si ferma la crescita dei contagi in Campania: in 24 ore si registrano 664 positivi (ieri 769) su 9.031 tamponi (ieri 9.549) e si registrano due decessi. Sono i dati del bollettino di oggi dell’Unità di crisi regionale per la realizzazione di misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologia da Covid-19. Il totale dei positivi è di 17.897 unità; quello dei tamponi è di 673.472. I guariti del giorno sono 68. Il report sui posti letto su base regionale indica in 110 i posti di terapia intensiva disponibili, in 63 i posti letto di terapia intensiva occupati. I posti letto di degenza disponibili sono 820 mentre quelli di degenza occupati sono 636.

Dal confronto tra l’incidenza dei casi Covid (per 100mila abitanti) delle ultime due settimane (21 settembre-4 ottobre) e quella osserva nelle due settimana precedenti (7-settembre-20 settembre) emerge “una riduzione dell’incidenza in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Molise”. In tutte le altre Regioni e province autonome “il numero di casi (per 100mila abitanti) è in aumento e in modo più marcato in Basilicata e in Campania”. Lo rileva l’aggiornamento del bollettino ‘Epidemia Covid-19’ dell’Istituto superiore di sanità pubblicato sul proprio sito istituzionale.

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Cronaca

Caos San Leonardo, ospedale saturo e pazienti lasciati in barella

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Castellammare di Stabia. L’ospedale San Leonardo è pieno e i pazienti vengono assistiti in barella nei corridoi. Il nosocomio stabiese ha risentito della chiusura dell’ospedale di Vico Equense e Torre del Greco tanto che regna il caos da alcuni giorni a questa parte. I pazienti vengono collocati in barella e spesso capita anche che non c’è il rispetto del distanziamento, mai come questa volta fondamentale visto l’emergenza . Ad intervenire sulla questione è anche l’organizzazione Sindacale FIALS che ha scritto una lettera aperta al Governo Regionale dove si dice «preoccupatissima su ciò che sta accadendo, e se non si interverrà in maniera drastica l’operatore sanitario sarà costretto a scegliere chi potrà assistere tra i poveri ammalati colpiti dal virus Covid-19. In verità – si legge – la FIALS dell’ASLNA3Sud già aveva denunciato le perplessità, le preoccupazioni e la non dovuta assistenza, non solo per gli ammalati colpiti da Covid-19 costretti a stare in barella, ma la trascuratezza, l’inadempienza, l’inefficacia e l’inefficienza per gli altri ammalati colpiti da altre patologie. Come FIALS, vogliamo essere buoni e comprensivi sull’attuale momento che sta attraversando il paese, ma senza se e senza ma, vogliamo denunciare a tutti gli organi in indirizzo la “trascuratezza” con la quale si è organizzata la macchina sanitaria, facendo trovare le strutture, gli operatori tutti sanitari alla berlina, riducendo gli stessi a continui stress psicofisici, preoccupazioni, tensioni e allo stremo delle forze, che non riescono più a dare assistenza con il grido di allarme di tutti gli ospedali dell’Azienda».
Il Sindacato, inoltre, come del resto fatto anche da altre organizzazioni ha attaccato i vertici dell’azienda sanitaria, accusandoli lavorare «solo con apparenza, annunci e chiacchiere» non riuscendo «fino a questo punto catastrofico nemmeno a “rimodulare” nei presidi ospedalieri alcune Unità Operative Complesse. La tanto ventilata e proclamata chiusura di alcuni reparti al fine di creare posti letto “inutilizzati” nelle stesse unità devono essere rimodulati al fine di recuperare e creare nuovi posti Covid-19». Intanto quest’oggi ci sarà una riunione con all’ordine del giorno la situazione Covid. La FIALS fa sapere che parteciperà e pretenderà «risposte serie e certe, al fine che si inizi a recuperare tutto ciò che non è stato fatto per una sanità migliore efficace ed efficiente in un momento particolarmente drammatico per la nostra Regione e per il nostro Paese».
Sulla questione è intervenuto anche il Consigliere Comunale Tonino Scala che ha chiesto l’intervento del Sindaco Cimmino in qualità di massima autorità sanitaria della città. «Medici, operatori sanitari, sindacati tra cui la Fials denunciano lo stato dell’arte dell’Ospedale San Leonardo di Castellammare. “Se si continua così, l’operatore sanitario sarà costretto a scegliere chi potrà assistere tra i poveri ammalati colpiti dal virus Covid-19”. Parole pesanti – commenta Scala – gravi che meritano di essere ascoltate. Bisogna intervenire ora e subito provando a recuperare, so che è difficile ma bisogna provare a farlo, il tempo perso. Troppi i tagli che il governo regionale ha imposto negli ultimi dieci anni. È una sfida contro tempo che va fatta. Le chiacchiere, il voler colpevolizzare il cittadino senza un intervento oculato che vada nella direzione richiesta, sarebbe da irresponsabili. Servono meno parole, meno cabaret più fatti. Chi può faccia. Ora e subito. Il sindaco in quanto prima autorità sanitaria presente sul territorio, nell’esercito delle sue funzioni faccia la sua parta. Non abbiamo tempo».

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